Che cosa sono le embolie polmonari?

Che cosa sono le embolie polmonari?

L’embolia polmonare è data dall’ostruzione dell’arteria polmonare o di una o piú delle sue ramificazioni, causata da un corpo estraneo convogliato nel sangue. Questo corpo può essere un coagulo sanguigno (il piú frequente) infetto o meno, bolle d’aria, di grasso, frammenti di tumore. Quanto piú il coagulo è grande e prima si ferma nel corso dell’arteria polmonare producendo piú gravi conseguenze.

Che cos’è le embolie polmonari?

Se l’embolo è molto grosso, viene bloccata tutta l’arteria e si ha la morte istantanea; se arriva ai rami segmentari e subsegmentari si ha l’infarto polmonare. Attraverso il cuore destro, all’arteria polmonare arriva il sangue da tutte le parti del corpo, perciò il punto di partenza dell’embolo può essere diversissimo, ciò non di meno si distinguono i seguenti quadri clinici:

  1. embolie da coaguli sanguigni nel corso di varici, flebiti, tromboflebiti degli arti inferiori (sono le più frequenti);
  2. embolie nelle cardiopatie (fibrillazioni atriali, insufficienza cardiaca, infarto del miocardio. endocarditi);
  3. embolie nel corso di malattie infettive generali (tifo, setticemie);
  4. embolie nella leucemia e nei cancri in generale;
  5. embolie dopo interventi chirurgici, in particolare sull’addome (prostatectomia, isterectomia, ulcera gastro-duodenale). Queste si possono avere sia per lesione diretta delle vene nel corso dell’operazione sia per la prolungala degenza. Uno degli elementi che maggiormente favorisce la formazione dei trombi nelle vene è il rallentamento della corrente sanguigna che viene favorito al massimo dall’immobilità a letto: ecco perché attualmente si tende a far muovere ed alzare l’operato il più presto possibile;
  6. embolie ostetriche dopo un parto che abbia richiesto l’intervento di manovre nell’utero come il rivolgimento del feto nella presentazione podalica oppure di spalla. Gli emboli finora considerati erano di origine sanguigna però si possono avere anche: l’embolia grassosa, nelle fratture degli arti inferiori, specialmente, quando è interessato un grosso osso (tibia, femore). Attraverso la parete lesa della vena, penetra il grasso che è contenuto nel midollo osseo; l’embolia gassosa, dovuta a penetrazione di aria nelle vene. Si ha nelle ferite delle vene del collo (giugulari), per la pressione negativa ivi presente. Può accadere anche che vi sia immissione di aria nel torrente venoso in una fleboclisi non correttamente eseguita quando rimanga aria nel tubo di immissione del liquido.

Sintomi dell’embolia polmonare

La sintomatologia dell’embolia polmonare è molto varia in quanto dipende dalla grandezza dell’embolo: le piccole embolie possono essere quasi inavvertite o causare al più tachicardia e dispnea fugace. Le embolie massive portano a morte istantanea per interruzione del torrente sanguigno. Questo tipo di embolia è piuttosto frequente ed è responsabile di molti casi della cosiddetta morte Improvvisa, che può avvenire anche nel corso della notte quando il paziente dorme, ma più frequentemente sopravviene dopo uno intensa emozione (le morti improvvise dei tifosi, durante una partita di calcio). Se l’embolo è meno voluminoso ed il paziente sopravvive, riferisce di avere sentito un dolore alla base del torace molto forte, come di un colpo di pugnale, ed un senso di morte imminente, esagerato dai movimenti respiratori e dalla tasse che è molto dolorosa. Sopravviene la cianosi. Man mano che il tempo passa la prognosi si fa piú favorevole perché vuol dire che l’embolo è piccolo ed ha raggiunto le parti periferiche del polmone. Il dolore persiste mollo vivo per qualche ora, ma poi sí attenua e erosi pure la dispnea. La tosse che prima era secca diventa produttiva per la presenza di catarro e di sangue. Si è costituito l’infarto polmonare. La temperatura prima normale si eleva sui 38,5 °C. Le prime indagini del medico si rivolgono al rilevamento di flebiti o tromboflebiti agli arti inferiori o nell’addome. Si esegue la radiografia del torace. Questa mostra un piccolo focolaio rotondo ben limitato. Se l’infarto polmonare è piú esteso esso prende l’immagine di un triangolo con l’apice rivolto verso l’ivo. Se il focolaio è periferico può interessare la pleura, provocando una pleurite. La scintigrafia polmonare dà dei dati importanti, dimostrando il blocco del vaso sanguigno interessato. L’elettrocardiogramma mostra, nelle embolie più importanti, il cedimento del cuore destro che ha dovuto svolgere un superlavoro per l’ostacolo sopravvenuto nel circolo. La morte è molto rara nei soggetti giovani, piú frequente dopo i 40 anni. Nei cardiopazienti, l’embolia polmonare precipita sovente il cuore nell’insufficienza cardiaca.

Terapia dell’embolia

La terapia delle embolie è soprattutto preventiva; grande progresso si è avuta dopo l’uso degli unticoagulanti. Il trattamento con questi medicamenti fatto in modo sistematico in tutti gli infarti conclamati, ha considerevolmente migliorata la prognosi della malattia tromboemfiorita. Associati agli anticoagulanti bisogna anche somministrare degli antibiotici; infatti se l’embolo è infetto, il che accade frequentemente nelle tromboflebiti degli arti inferiori, i microbi presenti nel coagulo sanguigno provocano una nuova malattia (nel caso specifico, l’ascesso polmonare). La terapia dell’embolia per se stessa consiste nel cercare di far avanzare il più possibile l’embolo nel torrente sanguigno per diminuirne le conseguenze a valle. Sono quindi indicati i vasodilatatori, i quali allargando l’arteria e risolvendo lo spasmo, permettono il proseguimento dell’embolo stesso. Farmaco di elezione è la papaverinu per via endovenosa. Bisognerà pure diminuire il dolore e la dispnea e sostenere il cuore. L’ossigenoterapia è indicata in presenza di cianosi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *