Che cos’è il galattosio?

Che cos'è il galattosio?

Il galattosio, insieme al glucosio è lo zucchero del latte, il lattosio. In condizioni normali non esiste galattosio libero nè nel sangue, nè nelle urine; poichè anche in seguito ad un’abbondante ingestione di latte, tutto il galattosio assorbito viene trasformato in glucosio dal fegato. La sua presenza rivela una rara malattia congenita del ricambio glicidico, dovuta ad un difetto parziale o totale di un complesso meccanismo enzimatico, chiamata appunto galattosemia. La sua presenza nelle urine viene denominata galattosemia. I bambini che ne sono affetti non tollerano il latte, vomitano, perdono di peso e presentano un deficit nello sviluppo. L’evoluzione è mortale se non si sopprime il galattosio, vale a dire il latte, dalla dieta. Un test di funzionalità epatica molto specifico per indicare alterazioni anche di lieve entità consiste in una prova da carico orale di galattosio. Normalmente, come s’è detto, la dose assorbita viene rapidamente utilizzata, in modo che nel sangue non raggiunge valori elevati e praticamente non compare nelle urine.

L’esame di routine del succo gastrico comprende, nelle sue linee essenziali, la determinazione dell’acido cloridrico libero, della acidità totale, la ricerca dell’acido lattico e del sangue. La difficoltà del prelievo mediante sondaggio gastrico rende talvolta estremamente problematica l’esecuzione di questa indagine, per cui si può ricorrere, extrema ratio, a metodiche che misurano, anche se in modo approssimativo, la quantità di acido cloridrico valutando l’eliminazione urinaria di un colorante basico introdotto per os. Nell’adulto normale, dopo pasto di prova (pasto di Evald) l’acidità libera è all’incirca dello 0,50 per mille; l’acidità totale dell’1,90 per mille. Si parla, quindi, di ipocloridria quando la quantità di acido cloridrico è inferiore alla norma, di ipercloridria invece quando essa è aumentata (in alcuni casi sino a 3,5 -5,0 g per mille). Occorre essere molto prudenti nella valutazione di eventuali stati di anacloridria, in quanto possono essere sufficienti offese di scarsa entità per interrompere in modo temporaneo o definitivo la liberazione dell’acido cloridrico. In ogni caso è raccomandabile la prova dell’istamina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *