Che cos’è la pigmentazione cutanea?

Che cos'è la pigmentazione cutanea?

Il pigmento fotoassorbente noto come melanina è una sostanza chimica che attribuisce alla pelle la sua colorazione naturale, da un bruno molto scuro a un bianco quasi candido, a seconda della combinazione genetica, dei tratti ereditari e della quantità di luce solare alla quale siamo esposti.

Il colore della pelle varia da persona a persona, a seconda della concentrazione cutanea di melanina e della sua distribuzione nel vari strati. Fondamentalmente, bassi livelli di melanina corrispondono a una colorazione chiara, mentre una quantità maggiore di pigmento regala una pelle più scura. La melanina è prodotta da cellule specializzate, dette melanociti, nel livelli inferiori dell’epidermide, ed è contenuta all’interno del melanosomi, circondati da una sottilissima membrana.

Cosa succede quando ci abbronziamo?

L’esposizione al sole stimola la produzione dei granoli di melanina, i melanosomi che migrano verso i cheratinociti, cellule con funzione protettiva, spostandosi lungo i processi dendritici. La melanina viene poi immagazzinata nel nuclei dei cheratinociti, dove la da protettore naturale contro gli effetti dei raggi solari ultravioletti. l cheratinociti sono il principale costituente (per il 95 per cento circa) degli strati cutanei esterni, e formano una barriera tra l’organismo e l’ambiente esterno. La melanina in essi contenuta è in grado di assorbire le radiazioni UV, cancerogene, evitandone il passaggio nei tessuti interni.

Come si esegue un innesto cutaneo?

La pelle è l’organo più vasto del nostro corpo: quando si danneggia, talvolta occorre intervenire per ripararlo.

L’innesto cutaneo è una procedura chirurgica che prevede la rimozione di tutta porzione di pelle e la successiva sutura del Io stesso lembo in un’altra localizzazione. Le motivazioni che conducono all’innesto possono essere di natura medica o cosmetica: ustioni gravi, cicatrici chirurgiche, rimozione dl tatuaggi, oltre ad alune patologie (carcinoma cutaneo o diabete, per esempio). Gli autoinnesti prevedono il prelievo di pelle dal paziente stesso, solitamente da aree quali i glutei, il collo o la parte posteriore delle braccia.

L’area di prelievo viene poi suturata con punti o clip, a seconda delle dimensioni, e la pelle prelevata viene applicata sull’area danneggiata. Gll alloinnesti e gli eteroinnesti, invece, prevedono il prelievo di pelle rispettivamente da altri umani o altre specie animali, e hanno carattere temporaneo. Particolarmente interessante è la pelle artifIcIale chiamata Integra, realizzata con collagene animale e che costituisce un’armatura organica sulla quale può crescere la nuova pelle. Si utilizza solitamente in caso di ustioni gravissime,quando non é rimasta pelle sana in quantità sufficiente per consentire un autotrapianto.

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