Che cos’è un’occlusione intestinale?

Occlusione intestinale

Quando si parla di occlusione intestinale si intende un’interruzione, in qualsiasi punto dell’intestino, del transito delle sostanze a causa di un ostacolo qualunque. Se non è curata, porta a morte (la mortalità raggiunge il 50-55%), con il manifestarsi di due ordini di fenomeni: lesioni della parete intestinale, da una parte, e modificazioni metaboliche, dall’altra (quando l’occlusione non è completa, si parla di sub-occlusione, o di stenosi intestinale)). Le cause dell’occlusione possono essere molte:

  1. cause meccaniche, per otturazione, date da tutto ciò che può ostruire il lume intestinale: gli alimenti; per esempio i corpi cellulosici (porri e asparagi); i peli; i calcoli biliari;
  2. i restringimenti della parete, di origine congenita o infiammatoria, o tumorale;
  3. le compressioni praticate dall’esterno sull’intestino, come quando si è in presenza di una cisti o di un tumore dell’ovaio;
  4. torsione di un’ansa intestinale (volvolo); invaginazione o incarceramento di un segmento di intestino in un altro. E come non va dimenticata la grande frequenza delle occlusioni postoperatorie, così bisogna ricordare che tutti i malati portatori di una cicatrice addominale sono soggetti ad una di queste forme di occlusione, dette da strozzamento.

In queste forme, che necessitano un immediato ricovero ospedaliero e un pronto intervento chirurgico, il malato è sopraffatto da dolori parossistici del tipo della colica, associati a vomiti, tardivo arresto delle materie fecali e dei gas, sudori, malesseri, variazioni del polso e della pressione arteriosa.

L’occlusione per otturazione si manifesta in modi molto differenti, in malati che già presentavano alterazioni di transito, evacuazioni dolorose e dolorose sensazioni gassose. Ad un tratto, dopo un pasto o un episodio febbrile, appaiono dolori, con arresto del transito e vomiti. L’addome è teso in ogni sua parte, e sono abitualmente visibili le contrazioni peristaltiche. Utile, in tutti i casi, a precisare la sede e il tipo di occlusione, l’esame radiologico, mentre il clistere di bario serve a conoscerne, più facilmente, il meccanismo. Il trattamento consiste in un’aspirazione gastrica per eliminare gas e tossici, e in una rianimazione con sangue e con siero glucosato ipertonico: più che altro per preparare il soggetto all’intervento operatorio che dovrà avere luogo in secondo tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *