Come aprire una piscina

Come aprire una piscinaIl nuoto è uno degli sport più praticati dagli italiani. Più di 3 milioni di italiano praticano questo sport che è uno dei più completi in assoluto. Fare nuoto aiuta a sviluppare diverse parti del corpo- Questo perché coinvolge l’organismo in maniera completa, dunque non privilegia un organo rispetto ad un altro ma permette a tutti di svilupparsi allo stesso modo. E’ uno sport indicato anche per combattere alcune patologie come il disallineamento della colonna vertebrale, l’obesità, la cellulite e tanto altro ancora. Fare nuoto in maniera costante è, dunque, importantissimo per il benessere dell’organismo. Ecco perché gli esperti del settore consigliano questo sport un po’ a tutti, senza troppe distinzioni d’età. Grandi e piccini possono impegnarsi in quest’attività e ricavarne grandi vantaggi fisici e non solo. Gli italiani praticano questo sport soprattutto d’estate ma ci sono anche altri periodi dell’anno durante i quali il corpo va allenato. E’ per questo motivo che sono nate le piscine. Esistono diverse tipologie di piscine, sia quelle all’aperto che quelle coperte. In seno alla stessa struttura c’è anche l’opportunità di predisporre una copertura nei periodi dell’anno dove il clima è più rigido per poi eliminarla durante l’estate. Aprire una piscina richiede un impegno importante e un iter burocratico particolare. Ecco tutto ciò che c’è da sapere per aprire una piscina.

Cosa serve per aprire una piscina

Costruire una piscina non è semplice ma nemmeno molto complesso. In Italia esistono piscine comunali, dunque strutture realizzate dalle amministrazioni comunali, e piscine private. La gestione di una piscina privata non è certamente semplice e richiede un impegno sicuramente importante. Chi decide di costruire ed aprire una piscina deve innanzitutto scegliere la tipologia di impianto che vuole creare. Aprire una piscina per finalità agonistiche potrebbe permettere di accedere anche a dei finanziamenti, in particolare ai fondi del Credito Sportivo che provengono dal Coni. Costruire una piscina di questo tipo comporta, però, alcune limitazioni, nel senso che bisognerà rispettare alcune linee guide. Inoltre, il progetto andrà obbligatoriamente approvato dal Coni altrimenti non si potranno ottenere i fondi. Realizzare una piscina accedendo al Credito Sportivo comporta anche un investimento molto più elevato. Si può, in alternativa, fare tutto in proprio. In questo caso l’investimento sarà ancora più alto ma si avrà l’opportunità di decidere direttamente la forma e il tipo di piscina che si vuole realizzare. C’è, però, anche un’altra possibilità, ovvero mettersi in contatto con il Comune presso il quale si vuole realizzare una piscina e chiedere allo stesso il terreno in diritto di superficie per un determinato numero di anni. Il Comune, se accetta, diventerà fideiussore. Le parti stipuleranno una convenzione attraverso la quale colui che vanterà il diritto di superficie per determinati anni si impegnerà ad offrire un servizio vantaggioso per i cittadini. Quando scadrà il diritto di superficie l’impianto diventerà del Comune che non dovrà spendere nulla per accaparrarselo.

Presumibilmente, per aprire una piscina coperta bisognerà contare su uno spazio di circa 600 metri mentre se si tratta di una piscina all’aperto lo spazio necessario risulterà essere ancora più grande. Dal punto di vista strutturale bisogna dotare l’impianto di spogliatoi, docce e tanti altri ambienti. Ovviamente, ci sono delle variazione in base al fatto che si abbia a che fare con una piscina scoperta o coperta. Inoltre, è sempre importante che ci siano piscine per bambini, per adulti ed altri servizi come bar e ristorazione. I costi di gestione potrebbero essere molto impegnativi. Bisogna, innanzitutto, pensare alla gestione del personale, scegliendo istruttori di nuoto preparati. Rientrano nel personale anche gli assistenti ai bagnanti, i segretari e gli addetti alle pulizie. Bisogna, inoltre, mettere in preventivo i costi relativi al riscaldamento delle vasche nonché i consumi di acqua e elettricità. In ogni caso, i guadagni possono essere importanti e di tutto rispetto. Molto dipende anche dall’eventuale partecipazione a campionati e tornei. Per farlo, bisognerà ottenere l’omologazione dalla Federazione Italiana Nuoto. Prima di gettarsi a capofitto in quest’avventura consigliamo, comunque, di informarsi in merito alla possibilità di prendere in gestione dal Comune piscine da poco costruite.

Gli adempimenti burocratici per l’apertura di una piscina

Quando si apre una piscina al pubblico bisogna chiedere l’autorizzazione al Comune. Se si tratta di una piscina ad uso privato ovviamente tale autorizzazione non serve. Realizzare una piscina aperta al pubblico comporta che venga identificato un locale piuttosto grande e dalle determinate caratteristiche. Questo significa che bisogna controllare se il proprio locale non vada contro alle norme di tipo urbanistico ed edilizie vigenti. Inoltre, se ci sono degli spazi adibiti alla presenza di spettatori sarà necessario ottenere dalla Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo il parere di fattibilità e la verifica di agibilità. I documenti da presentare variano, comunque, da comune a comune e, dunque, è bene informarsi bene sulla documentazione necessaria richiesta dall’Ente di competenza. Oltre all’autorizzazione comunale bisogna ottenere l’agibilità igienico-sanitaria da parte dell’Asl ed un certificato di prevenzione incendi che viene rilasciato dal comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Saranno, inoltre, necessarie la valutazione d’impatto acustico ed ambientale e la valutazione recupero energetico sugli impianti. Inoltre, quando si ha a che fare con una piscina coperta bisognerà comunicare al Comune la data di apertura stagionale.

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