Come curare l’igiene di un neonato

Curare l'igiene del neonatoProteggere il tralcio del cordone ombelicale, evitare il contatto di corpi estranei con le mucose, sterilizzare il biberon, pulire costantemente gli occhi: sono questi i comportamenti da rispettare nella cura dell’igiene del neonato.

CURARE L’IGIENE DEL NEONATO

La cura dell’igiene di un neonato presuppone una serie di accorgimenti da mettere in pratica per far sì che l’impatto del piccolo con l’ambiente esterno si riveli il meno traumatico possibile. Se è vero, infatti, che il neonato può contare su anticorpi e meccanismi di difesa immunitaria che gli consentono di adattarsi senza problemi all’ambiente esterno, pervenendo a un equilibrio, è altrettanto vero che proprio questo equilibrio è ancora molto precario. Proprio per questo motivo, compito dei genitori è quello di ridurre al minimo i rischi di potenziali infezioni, seguendo una serie di norme di protezione e di igiene che consentano di salvaguardare la salute del bambino.

Proteggere il tralcio del cordone ombelicale

Nei neonati la trasmissione di microorganismi che generano infezioni nei primi giorni di vita si verifica attraverso il respiro, le mani e soprattutto il contatto di corpi estranei con le mucose o la pelle del bambino. Ecco perché risulta fondamentale proteggere il tralcio del cordone ombelicale, per evitare che sia contaminato e dia origine a un’infezione, e lavarsi le mani prima di entrare direttamente in contatto con il piccolo. Soprattutto nei primi giorni di vita, è meglio usare mascherine sterili per proteggere le narici e la bocca e che dovranno essere prontamente tolte una volta terminato il contatto diretto con il piccolo: in questo modo si eviterà che attraverso il respiro i microbi passino al neonato, durante il cambio del pannolino o al momento della poppata.

  1. Favorire l’essiccamento
    Particolare attenzione deve essere riservata alla pulizia del tralcio del cordone ombelicale, che va protetto da qualsiasi potenziale infezione. È, inoltre, opportuno cercare di agevolare un suo essiccamento rapido, per far sì che cada nel minor tempo possibile.
  2. Attenzione all’umidità
    Una volta uscito dall’ospedale, sarà compito dei genitori prendersi cura del tralcio di cordone ombelicale, tenendo conto che i tempi dell’essiccamento cambiano in funzione delle condizioni ambientali, a seconda dell’umidità e della temperatura, ma anche dell’eventuale contatto con fonti umide, per esempio le urine. Un essiccamento più veloce si ottiene esponendo il tralcio all’aria, rigorosamente avvolto in garze sterili a protezione.
  3. Soluzioni anti-settiche
    È possibile ricorrere a prodotti specifici, come soluzioni antisettiche o medicamenti in polvere, da applicare due o tre volte al giorno; in alternativa, viene consigliato di applicare alcol etilico a basso volume, non più di settanta gradi, sia per le sue proprietà antisettiche e sia per l’essiccamento che la sua evaporazione induce.
  4. Lo zucchero salicilato
    Un altro prodotto da usare è lo zucchero salicilato, composto per il 3 % da polvere di acido salicilico e per il 97 % da zucchero a velo, che, cosparso ogni giorno, provoca un effetto antisettico tale da velocizzare il distacco del cordone. Nel caso in cui il tralcio dopo venti giorni non sia ancora caduto, oppure abbia dato origine a infezioni periombelicali o ombelicali, è necessario consultare un medico specializzato.

Il bagnetto

Una volta che il cordone ombelicale si è staccato definitivamente, il bambino può essere immerso in acqua per i primi bagnetti. Il bagno non consente solo di pulire il neonato, ma anche di favorire la sua traspirazione e la riattivazione della circolazione del sangue. Ecco perché, dopo il bagnetto, invece di latte idratante o creme di altro tipo, è preferibile applicare solamente una pasta sul sederino per evitare eventuali irritazioni dovute a feci e urine. Assolutamente da evitare, contrariamente al pensiero comune, è il borotalco che, se applicato in quantità notevole su braccia o su petto, potrebbe essere inalato dal piccolo. Non è obbligatorio, comunque, detergere il piccolo facendogli fare il bagno: se nelle prime settimane di vita ci si accorge che il bambino manifesta disagio o tensione durante il bagnetto, nulla vieta di diradarne la frequenza, evitando di immergerlo nella vasca e scegliendo di pulirlo con spugnature con acqua a temperatura ambiente. Il sapone, poi, può essere sostituito da un latte detergente specifico.

Un vero e proprio rito
In ogni caso, il piccolo dovrebbe abituarsi al bagnetto, fino a diventare un vero e proprio rito: per allietare questo momento, è consigliabile parlare al bambino oppure mettergli a disposizione qualche gioco. Se il piccolo piange, si lamenta o si irrigidisce, potrebbe voler dire che non ama fare il bagno, o più semplicemente che c’è qualcosa che non va, per esempio la temperatura dell’acqua è troppo fredda, oppure avverte che chi lo sta sostenendo è impacciato, o gli danno fastidio gli schizzi.
Le reazioni del bambino
Se, invece, a contatto con l’acqua si mostra a proprio agio, è opportuno prolungare questo momento di piacere. Se il piccolo dimostra di gradire il bagno, è possibile lavarlo nella vasca tutti i giorni, se, invece, manifesta disagio, si può tentare di rendere meno fastidioso l’evento eseguendo dei lievi massaggi che lo rilassino e lo facciano addormentare.
La temperatura dell’acqua
La temperatura dell’acqua del bagnetto non deve superare i 35 gradi: per controllarla è sufficiente usare un termometro a lettura istantanea, o più semplicemente immergere il gomito in acqua. Se il piccolo non viene lavato in una vaschetta comprata apposta per lui, ma nella vasca da bagno normale, è necessario pulirla prima con estrema cura, facendo attenzione alla quantità di acqua utilizzata per riempirla. Inoltre, se lo spazio lo permette, è possibile immergersi insieme al piccolo.
Dove posizionare la vaschetta
Se si usa la vaschetta, invece, occorre posizionare un tappetino di gomma sul fondo, per ridurre al massimo i rischi di scivolamento e assicurarsi che sia collocata su un piano stabile. Il neonato non deve mai essere lasciato solo nell’acqua, quindi, prima di iniziare a fargli il bagnetto, assicuriamoci di avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno a portata di mano.
La temperatura della stanza
La stanza in cui viene fatto il bagno non deve essere troppo umida o calda, e la vasca deve essere collocata lontano dai rubinetti, così da allontanare il pericolo di ustioni dovuto ad acqua troppo calda.

Cotton fioc, taglio delle unghie e pannolini

Altri accorgimenti relativi all’igiene del neonato riguardano la pulizia del naso e delle orecchie: in questi casi non bisogna utilizzare corpi estranei, ma ricorrere all’instillazione di poche gocce di soluzione fisiologica, acqua o isotonica di bicarbonato, così da rendere più fluido il muco e agevolarne l’eliminazione.
Da evitare anche il ricorso ai cotton fioc: potrebbero infastidire il neonato e, addirittura, indurlo a movimenti bruschi con il rischio di lesioni. Le unghie del piccolo devono essere tagliate dopo il bagno, così da risultare morbide, con forbicine dalla punta arrotondata. Per quel che riguarda il cambio del pannolino, il bambino deve essere lavato ogni volta: basta detergerlo nel lavandino tenendolo a pancia in giù in braccio. Sono preferibili i pannolini privi di essenze profumate, non troppo aderenti e facilmente posizionabili con gli adesivi sul davanti.

La pulizia degli occhi

Anche gli occhi meritano un’igiene particolare. Per evitare il rischio di una congiuntivite neonatale, infatti, occorre instillare delle soluzioni antibiotiche o anti-settiche, e anche quando la congiuntivite si presenti, non è il caso di preoccuparsi, perché si tratta semplicemente di una secrezione oculare dovuta a una congestione della mucosa nasale. È sufficiente eliminare la secrezione detergendo l’occhio con delicatezza e massaggiando la palpebra inferiore verso il naso. Il ricorso al pediatra è necessario solo se il fenomeno non sparisce dopo ventiquattro ore.

Il biberon

L’igiene, infine, deve riguardare anche il biberon o il contenitore in cui si trova il latte artificiale che nutre il piccolo: bisogna lavarlo in soluzioni disinfettanti o in alternativa sterilizzarlo in acqua bollente, ed evitare contatti diretti con le mani.

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