Come funziona il cervello?

Come funziona il cervello

E un computer, una macchina per pensare, un organo di colore rosaceo e una vasta raccolta di neuroni: ma come funziona?

Il cervello umano è incredibilmente complesso: più di qualsiasi altra cosa nel nostro mondo. E efficacissimo nel consumare energia, conservare I ricordi, elaborare i pensieri e reagire ai pericoli.

Come funziona il cervello?

Per certi versi, è comparabile al motore di un’auto: il carburante (Il panino che abbiamo mangiato a pranzo, la brioche della colazione) determina la generazione di potenziali d’azione neuronali in sequenza logica, e la formazione di legami con altri neuroni. Queste combinazioni neuronali avvengono a una velocità impressionante, secondo una reazione a catena che ci consente di comporre una sinfonia, di ricordare interi brani dl un libro, di pedalare in bicicletta o di scrivere una e-mail a un amico. Gli scienziati hanno appena iniziato a svelare i meccanismi di funzionamento del neuroni cerebrali, ma, per esempio, non sanno ancora spiegare come innescano la reazione che mettiamo in atto quando tocchiamo una superficie che scotta, oppure perché quando ci alleniamo in palestra siamo in grado di rigenerare cellule cerebrali.

Le connessioni all’interno del cervello ricordano i nodi di Internet: lo scambio di informazioni è costante. Eppure, perfino la complessità del web appare semplicistica se paragonata alle reti neuronali. Abbiamo da dieci a cento miliardi di neuroni e ciascuno realizza migliaia di sinapsi. E cosi che il cervello elabora le informazioni, o determina il movimento di un arto o la presa su una superficie. Tutti questi calcoli, percezioni, ricordi e reazioni avvengono pressoché istantaneamente, e non solo alcune volte, ma milioni di volte al minuto.

Il cervello che mette in ordine le informazioni

Secondo Jim Olms, ricercatore capo della George Mason University, se paragoniamo la complessità di Internet a quella del nostro Sistema Solare, allora il cervello sarebbe complesso come tutta la nostra Galassia. In altre parole, abbiamo ancora molto da Imparare. Gli scienziati non si danno per vinti e hanno di recente scoperto che adattandoci e apprendendo nuove informazioni possiamo Incrementare la capacita cerebrale. Fondamentalmente, il nostro cervello è la centrale che gestisce tutti gli “input” egli “output” del corpo umano. Paula Tallal, co-direttrice della facoltà di neuroscienze della Rutgers University, dice che questo organo rielabora costantemente informazioni sensoriali che possono risalire addirittura all’infanzia.

Gli input che arrivano al cervello sono i dati sensoriali, mentre gli output sono le modalità di organizzazione di tali informazione e di comando degli apparati motori. Inoltre, una delle funzioni primarie del cervello consiste nell’imparare a prevedere che cosa accadrà in futuro. Nel suo lavoro per Scientific Learning, ha appurato che al bambini piccoli piace ascoltare più e più volte la lettura dello stesso libro perché in tal modo, il cervello registra indizi acustici che danno poi luogo ai fonemi alla base delle parole. Impariamo a ordinare sequenze di cose in maniera lineare. Queste sequenze lineari sono osservabili nel cervello, e ci aiutano a interpretare e capire il mondo esterno. Nel cervello abbiamo una serie di “superstrade interconnesse, circuiti che trasportano i dati da una parte del corpo a un’altra. Tallal dice che si può anche pensare al cervello come suddiviso tra le aeree inferiori e superiori. Il midollo spinale fa risalire le informazioni fino al tronco cerebrale, che presiede a pensieri e ricordi. E’ interessante osservare che il cervello si comporta come un potente computer, non soltando stimolando movimenti ma anche registrando ricordi, che possono poi essere rapidamente richiamati. Secondo Rober Melillo, neurologo e fondatore del Brian Balance Centers, il cervello in realtà predetermina le azioni e ne calcola i risultati circa mezzo secondo prima di eseguirle ( e in certi casi, ancora prima). ciò significa che quando ci allunghiamo per aprire una porta, il cervello ha già previsto come spostare il gomito e stringere la mano intorno alla maniglia, magari anche simulando alcune volte il movimento richiesto, prima di eseguire effettivamente l’azione. Un altro aspetto interessante è che, tra i movimento comandati dal cervello, alcuni sono volontari e altri involontari. Alcune parti del cervello possono comandare un’azione volontaria (per esempio, battere il palmo sul ginocchio al ritmo di musica), mentre altre sono deputate ai movimenti involontari come l’andatura, che ereditiamo dai nostri genitori. Anche i riflessi, la memoria a lungo termine, la risposta allo stimolo del dolore sono tutti aspetti controllati da specifiche aree cerebrali.

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