Come nasce il cancro?

Come nasce il cancro?Interventi “taglia e cuci” sul DNA; modificazione genetica dei linfociti per riconoscere ed eliminare le cellule tumorali; vaccini universali e batteri kamikaze. Sono queste le nuove frontiere della ricerca mondiale contro la più temibile delle malattie. Da 14 a 25 milioni all’anno sono le persone destinate ad ammalarsi entro il 2020 per patologie legate al cancro: queste le previsioni dell’Organizzazione mondiale per la Sanità.

Sono numeri che spaventano e per questo laboratori e istituti di ricerca di tutto il mondo stanno studiando i possibili rimedi per capire come fronteggiare l’insorgere di un tumore. Come sottolinea l’associazione italiana per la ricerca sul cancro, il problema più serio è il fatto che non si tratta di una, ma di diversi tipi di malattie che hanno origini e cause diverse e che colpiscono organi e tessuti differenti.

Cellule impazzite

Ma perchè a un certo punto una cellula dell’organismo perde alcune delle sue proprietà, ne acquisisce altre e si moltiplica al di fuori di ogni regola? Oggi sappiamo che in ogni cellula esistono geni controllori destinati ad impedire che una cellula sbagliata dia origine a un tumore. Se questi geni sono fuori uso, le cellule si dividono quando non dovrebbero e generano un numero enorme di altre cellule con lo stesso difetto di regolazione.

Sia le cellule di un tumore benigno sia quelle di un tumore maligno tendono a proliferare in maniera abnorme, ma con una differenza fondamentale. Le prime rimangono limitate all’organo in cui si sono sviluppate. Le seconde, dopo ulteriori modificazioni a carico dei geni, tendono invece a invadere i tessuti vicini, andando a colonizzare altre zone del corpo. Il tumore maligno si estende fino a colpire e compromettere organi vitali come polmoni, fegato e cervello secondo un processo chiamato metastatizzazione.

La chiave è il sistema

Oggi sappiamo con buona certezza che il cancro origina da un accumulo di mutazioni, cioè di alterazioni di geni che regolano la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule, la loro adesione e la loro mobilità. Solo in rari casi le cause per lo sviluppo del tumore sono già scritte all’origine nel patrimonio genetico, cioè sono ereditarie. Nella maggioranza dei casi, le alterazioni dei geni responsabili della malattia sono determinate da cause ambientali come l’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni, di origine chimica, fisica o virale: il fumo di sigaretta, l’amianto, alcune sostanze sviluppate dalla cobustione del petrolio o del carbone, l’alcol, una dieta squilibrata, i raggi ultravioletti del sole, le sostanze chimiche alle quali possono essere sottoposti i lavoratori in certi processi industriali o in agricoltura. Tutti questi fattori possono sommarsi ad una fragilità genetica predeterminata e arrivare a provocare delle mutazioni che, alle stesse dosi e durata di esposizioni, non si riscontrano in altri individui. Per affrontare questo tipo di problematica, ricerche di laboratorio in tutto il mondo hanno come scopo lo studio del DNA e delle componenti genetiche che condizionano l’aumentata suscettibilità allo sviluppo tumorale.

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