Come nascono le intolleranze alimentari?

Come nascono le intolleranze alimentari?Gli ultimi studi hanno confermato che le intolleranze vengono innescate dal nostro stesso sistema immunitario. Saperne di più può aiutare il nostro corpo a non reagire in maniera alterata al “contatto” con alimenti non tollerati.

Come nascono le intolleranze?

Negli ultimi decenni gli studi sulle intolleranze alimentari hanno compiuto dei passi da gigante. I ricercatori del settore sono così giunti alla conferma che il processo che le innesca va attribuito a una reazione anomala dell’organismo e delle sue difese immunitarie, il quale riconosce come dannose ed estranee alcune sostanze mettono a repentaglio il processo della digestione. I relativi sintomi possono essere accusati fino al raggiungimento di un tempo limite di 96 ore dal momento in cui si è assunto un alimento potenzialmente non tollerato dall’organismo.

Purtroppo il problema è in crescente diffusione, nel mondo come in Italia. Per esempio, secondo alcuni dati registrati dalle autorità competenti ministeriali circa 1’8% dei nostri bambini e il 2% degli adulti soffrono di intolleranze o comunque reazioni anomale dell’organismo in seguito all’assunzione di specifici alimenti. Queste reazioni possono manifestarsi con sintomi diversi che vanno dai classici dolori all’addome a crampi, nonchè ad attacchi di diarrea e/o vomito. Ma perché si registra un aumento di tale fenomeno?

Mutamenti ambientali e sociali alle origini delle intolleranze alimentari

Cominciamo con il dire che durante il secolo scorso, gli esseri umani hanno subito profondi cambiamenti sia da un punto di vista ambientale che sociale. In merito ai cambiamenti ambientali, va detto che l’industrializzazione dell’agricoltura ha spezzato l’equilibrio della biosfera. Inoltre gli elementi con cui vengono allegati gli animali sia a livelli di ormoni che di antibiotici secondo gli esperti è causa di un accumulo di principi nocivi. I fattori che riguardano i cambiamenti sociali in cui l’essere umano suo malgrado si è visto costretto ad adattarsi nel corso del secolo scorso, riguardano sostanzialmente il tempo che la mamma dedica all’allattamento dei piccoli – che è stato ridotto notevolmente rispetto al passato – l’anticipazione della fase di svezzamento nonchè la tendenza eccessiva ad utilizzare prodotti industriali.

Ma parliamo adesso del nostro intestino, da cui ha origine il processo di protezione dagli agenti esterni potenzialmente nocivi. Il sistema immunitario del nostro organismo subisce senza dubbio gli effetti di un’alimentazione poco salutare, di di una cattiva digestione nonchè dell’incapacità di assimilare per bene gli elementi nutritivi fondamentali, situazioni queste che possono mettere a rischio la salute e quindi il funzionamento di diversi organi.
Cibi “moderni” non riconosciuti Il fatto è che i geni arcaici non sono in grado di assimilare i cibi “moderni” e quindi generano l’incapacità di tollerare un cibo, che si manifesta in maniera diversa di organismo in organismo.

Quando l’intestino entra in contatto con un alimento che non riesce a tollerare, vuol dire che l’intestino non è in grado di riconoscerlo; così accade che il sistema digerente venga compromesso manifestando una serie di sintomi e dolori che possono insorgere anche molti giorni dopo l’assimilazione del cibo indesiderato.

Il meccanismo di tutto ciò va dunque ricercato in una reazione maldestra del sistema immunitario che ad un certo punto inizia ad individuare come come nocive e “aliene” alcune sostanze. Queste ultime sono numerose e fra loro meritano una citazione a parte il glutine e il lattosio. Cominciamo dalla prima: numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che più del 5% della popolazione nel mondo, soffre di celiachia, ossia di intolleranze al glutine.

Sintomi da non trascurare

Nei celiaci si manifestano molti sintomi simili a quelli che compaiono in altre intolleranze: il gonfiore addominare, il mal di testa e la diarrea. Sintomi, questi ultimi, del tutto evidenti anche nei soggetti che soffrono di intolleranze al lattosio. Da parte sua il lattosio provoca dei disturbi a causa dell’incapacità dell’intestino di separare gli zuccheri che si trovano nelle differenti tipologie di latte (mucca, capra, asino) dal latte della donna. L’organismo insomma non è in grado di dividere queste tipologie in due tipi di zuccheri che sono il galattosio e il glucosio, che invece sono facilmente assimilabili dall’organismo. Questa incapacità del sistema immunitario di differenziare gli zuccheri e ridurli a galattosio e glucosio deriva dall’assenza di lattasi, presente nella membrana esterna dell’intestino. Così accade che nel momento il cui il lattosio non viene facilmente digerito dall’intestino, rimane al suo interno fermentando e creando disturbi.

 

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