Cosa sono gli itteri epatici?

Che cosa sono gli itteri epatici?

Gli itteri epatici, dovuti ad epatite, sono generalmente di color giallo roseo (ittero rubinico), con feci incolori, e le epatiti in causa sono, spesso, di origine virale.

I sintomi degli itteri epatici

Questi itteri possono comparire senza una causa apparente, ma è stato dimostrato il loro carattere contagioso ed epidemico. La fase che precede l’apparire dell’ittero è un periodo caratterizzato da disturbi digestivi: lingua bianca, disgusto degli alimenti (soprattutto dei grassi, dei fritti e degli odori di cucina). L’individuo, che normalmente si metteva a tavola con piacere ed amava la buona cucina, prova disgusto per i cibi, mentre avverte una strana sensazione di pienezza dell’apparato digerente. Si pensa, immediatamente, ad un cattivo funzionamento del fegato, suggerito, anche, da un principio di ittero, sempre presente e da un piccolo dolore alla cavità gastrica. Nell’ittero infettivo la temperatura è alta e tale resta per tutto il periodo.

Questi itteri infettivi oltre che ad agenti batterici, possono essere dovuti anche, ad agenti tossici, come il fosforo, alcuni funghi e alcune medicine. Poi, si ha il periodo di installazione ittero. Sintomo capitale, decisivo, è l’ittero, che colora uniformemente la pelle del malato, di color giallo, o giallo-verdastro, o giallo zafferano. Gli itteri della colemia familiare (che abbiamo descritto) sono, al contrario, di color nerastro. Le mucose dell’occhio sono intensamente colorate: e sono, queste, la sede di elezione, che il medico non manca mai di interrogare, perché, alcuni itteri sono molto leggeri, e colorano appena appena la pelle, mentre le mucose dell’occhio e quelle della bocca (all’interno della guancia, sotto la lingua) sono, esse sole, itteriche.

Come si scoprono gli itteri epatici

L’esame delle urine rivela la loro tinta mogano, e la presenza di un’abbondante quantità di pigmenti biliari (l’urobilina che, in presenza di acido nitrico, dà la colorazione verdastra: reazione di Pettenkoffer). Le feci sono completamente scolorite, pastose (perché nessuna secrezione biliare si riversa nell’intestino) e bianche. Generalmente, quando l’ittero appare, la temperatura e i sintomi gastrici ed intestinali si attenuano: il fegato è appena aumentato di volume, e raramente dolente. In questa forma comune, o catarrale, (è lo «stato congestivo» degli antichi autori), si ha, quasi sempre, la guarigione, con scomparsa dell’ittero, entro una, due, raramente tre settimane. Si ha una crisi urinaria, durante la quale il malato urina anche 2-3 litri al giorno, mentre la pelle e le feci, riprendono, insensibilmente, il loro colore normale, anche se, qualche volta, la pelle può mantenere riflessi giallastri per molto tempo, pur dopo la accertata guarigione. Va consigliata, però, una buona convalescenza, perché i malati, di molto dimagriti, accusano ancora, per almeno un mese, stanchezza e depressione, e soltanto un lungo riposo, associato ad un conveniente regime alimentare, facilita la ripresa normale delle funzioni epatiche. Non va mai dimenticato che, nei giovani, un ittero trascurato può favorire quello stato di debolezza generale che è all’origine di alcune tubercolosi polmonari.

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