Cos’è la BPCO e quali sono i sintomi

L’acronimo BPCO sta per Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, una patologia polmonare che impedisce la corretta respirazione del paziente, ostruendo il normale flusso d’aria all’interno dei polmoni. La malattia, una volta diagnosticata, non sempre risulta essere completamente reversibile.

Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva è la quarta malattia mortale dopo le patologie cardiovascolari e l’Aids: circa 60 milioni di persone al mondo ne sono affette.

Questa patologia impatta anche sulla qualità della vita del paziente stravolgendo le abitudini quotidiane di chi ne soffre in quanto, anche attività semplici come sollevare un peso o salire le scale, possono divenire difficoltose.

I sintomi clinici della BPCO sono i seguenti:

  • Tosse cronica caratterizzata dalla significativa presenza di catarro;
  • Fiato corto e costante necessità d’aria, soprattutto durante l’esercizio di attività fisica;
  • Senso di costrizione al petto.

Alcuni di questi sintomi sono simili a quelli legati ad altre patologie respiratorie, inizialmente sono molto lievi e tendono ad aggravarsi nel corso del tempo.

Il fumo può contribuire ad aggravare il quadro clinico, accelerando la progressione della malattia e lesionando ulteriormente i polmoni.

Come viene diagnosticata e quali sono le cause della BPCO

La Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva è provocata dalla continua esposizione di polmoni e bronchi a tutte le sostanze irritanti e nocive per l’intero apparato respiratorio. Le sostanze in questione sono rappresentate dal fumo di sigaretta ma in generale dal fumare il tabacco. Sono dunque considerati nocivi anche il sigaro o la pipa.

Anche il fumo passivo, lo smog e l’esposizione a sostanze chimiche possono causare la BPCO.

Questa patologia polmonare si presenta solitamente in soggetti che hanno superato il quarantesimo anno d’età ed è molto raro che colpisca individui più giovani. Può accadere solo in pazienti affetti da deficit genetico di alfa-1 antitripsina.

La diagnosi medica si baserà su un’attenta analisi del quadro clinico del paziente e sull’esito degli esami svolti. La visita dovrà constatare l’entità di un’eventuale dispnea o di ulteriori rumori provenienti dal torace.

Un esame molto importante sarà quello di valutazione della funzionalità polmonare che andrà a misurare la quantità di aria nei polmoni e la velocità di inspirazione ed espirazione. L’esame per misurare l’entità dei fattori appena citati è la spirometria.
Altri esami utili saranno la TAC toracica e l’emogasanalisi.

Curare la BPCO: come fare?

Generalmente la BPCO si cura con farmaci per via inalatoria che servono sia a migliorare i sintomi che a rallentare l’aggravamento della malattia.

Smettere di fumare o limitare il contatto con sostanze irritanti dell’apparato respiratorio rappresenta il primo e fondamentale step da compiere per un paziente affetto dalla BPCO. Anche terapie come l’ossigenoterapia possono risultare utili.

Spetterà al medico individuare, caso per caso, gli strumenti più adatti per curare il paziente.

Se necessiti di maggiori informazioni riguardo la BPCO puoi consultare il sito www.ilmiorespiro.it nell’apposita sezione dedicata alla BPCO o chiedere al tuo medico di fiducia.

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