Curarsi con le erbe officinali

Curarsi con le erbe officinali

Quando stiamo male noi uomini moderni del ventunesimo secolo non ci pensiamo due volte e ci fiondiamo direttamente in farmacia, ma molti secoli fa avevamo imparato a curarci con le erbe: ha ancora senso?

Erbe officinali: panoramica

Iniziamo la nostra disamina con una premessa che ci appare quanto mai doverosa: scoprirete insieme a noi che le erbe officinali sono qualcosa di assolutamente ottimo da utilizzare per piccoli malesseri e malanni passeggeri, ma se invece si soffre di una patologia seria o addirittura potenzialmente mortale la cosa migliore da fare è sempre e solo consultare un medico. Inoltre in questo articolo quando parleremo di erbe officinali intenderemo più le erbe medicinali vere e proprie e non solo quelle piante utilizzabili in farmacologia, ad esempio, come mere correttrici del sapore della medicina finale. Detto ciò, vediamo cosa si intende esattamente quando si parla di erbe officinali. Per meritarsi l’aggettivo di “officinale” (o meglio come gia detto, medicinale) una pianta deve, per definizione, essere inserita all’interno delle farmacopee ufficiali e – che si parli di semi, foglie, fusto o radice poco importa – dei principi attivi e dei coadiuvanti in grado di avere un’attività di tipo farmacologico sull’organismo umano: tutto ciò prende il nome di fitocomplesso. Questo già ci fa capire che spesso per ottenere un effetto terapeutico piuttosto che utilizzare la pianta in sé ha molto più senso utilizzare estratti secchi titolati in pillole, olii essenziali e tinture madri, entrambi procedimenti in cui il principio attivo di notevoli quantità dell’erba in questione vengono concentrate. Questo anche solo per motivi dettati dal buon senso: farsi ogni giorno moltissime tisane non è effettivamente molto pratico e a maggior ragione lo stesso discorso si applica per gli impacchi: esistono infatti anche comodissimi gel e creme fitoterapiche!

Erbe officinali: vediamone insieme qualcuna

Vorreste che vi elencassimo tutte le erbe officinali esistenti al mondo? Sappiate che si tratterebbe di un lavoro certosino a dir poco. Sono infatti migliaia e migliaia, e ci limiteremo giusto a farvi qualche esempio che potrà esservi utile nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, soffrite di gastrite? In tal caso passiflora, camomilla, iperico, liquirizia e molte altre piante potrebbero venire in vostro soccorso. Per restare in ambito prettamente digestivo, le erbe officinali contro il reflusso gastroesofageo sono invece, oltre alle precedenti, anche malva, altea, consolida, calendula e lichene islandico. Contro i calcoli renali invece? Basta chiedere: betulla, frassino, ciliegia, pungitopo, rosmarino ed anche l’umilissima parietaria sono in grado di apportare sollievo. Il pungitopo è apprezzatissimo anche dalle donne per le sue proprietà contro l’insufficienza venosa, gli edemi e la cellulite. Ma ci teniamo a ricordarvi che con le erbe officinali non bisogna mai abbassare la guardia, specie se si soffre di qualche disturbo cronico, si è in gravidanza o si assumono già altri farmaci. Ad esempio, l’apparentemente innocuo pompelmo è in grado di interferire con il metabolismo di moltissime preparazioni farmaceutiche mentre invece il prezzemolo può distruggere fegato, reni, sistema nervoso ed anche causare aborto. Anche in allattamento è bene fare attenzione, perchè piccole quantità di principio attivo possono passare nel latte materno e sebbene si tratti di particelle infinitesimali, vi possono essere conseguenze per il neonato.

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