Disturbi gastrici: sintomi e caratteristiche

disturbi gastrici

I dolori gastrici hanno diversi significati, a seconda della loro sede, delle loro caratteristiche e delle circostanze della loro comparsa e della loro scomparsa.

Sede dei disturbi gastrici

Il malato può avvertire dei dolori: – all’altezza dell’infossamento epigastrico (la fontanella dello stomaco); — sottocostali alti (verso lo sterno), che possono essere dovuti ad un disturbo del cardias;

— sottocostali destri, che possono essere dati da una reazione del piloro o del duodeno;

— all’altezza o, anche, al di sopra dell’ombelico, e possono essere dovuti al corpo dello stomaco, soprattutto quando esso è dilatato o molto abbassato.

Alcuni malati si lamentano di dolori che, dapprima epigastrici, diventano, in seguito, dorsali. La palpazione dello stomaco, eccetto quella che ha luogo allo schermo radioscopico con l’aiuto della pappa di bario, può suscitare confusione con gli organi vicini: può cioè, indurre a confondere un’affezione dello stomaco con affezioni del fegato, della cistifellea, del pancreas e della milza. La scoperta di un punto doloroso non indica sempre una malattia dello stomaco, perché moltissimi soggetti nervosi, ipersensibili, accusano dolori anche ad una palpazione gastrica leggerissima. Soltanto un esame visivo, sotto lo schermo radioscopico, permette di stabilire una relazione tra questo punto doloroso e lo stomaco.

Caratteristiche dei disturbi gastrici

Le caratteristiche, almeno quelle soggettive, di questi dolori si possono identificare interrogando il malato. La pesantezza: i malati molto frequentemente provano la sensazione che il loro stomaco non si svuoti o si svuoti molto lentamente. Questa sensazione, del tutto soggettiva, può anche non avere nessun significato patologico grave, perché possibile che essa tradisca soltanto uno stato nervoso iperspasmodico dello stomaco in un soggetto che mangia in fretta, inghiottendo aria, o che mangia sconsideratamente grandi quantità di cibo.

Tuttavia, in alcuni tumori, la pesantezza è il solo sintomo che possa condurre ad una diagnosi radiografica. I bruciori di stomaco sarebbero la traduzione sintomatica di una ipersensibilità della mucosagastrica. Il loro meccanismo è ancora oscuro: l’ipercloridia, le fermentazioni (acidi butirrico, acetico, lattico) sono possibili; il riflusso biliare dei sofferenti di insufficienza epatica può essere chiamato in causa. Tuttavia si possono notare bruciori di stomaco nei sofferenti di intestino, nelle donne colpite da affezioni degli organi genitali, nei nervosi che, abitualmente, non hanno dolori gastrici. I dolori veri sono spiegati dai malati in diversi modi: crampi, torsione (essi sentono come una trivella nella cavità gastrica), colpo di pugnale, trafiggente «una lama di fuoco che li tagli da parte a parte», un colpo di coltello che li sorprenda inaspettatamente in pieno lavoro, in piena digestione, dolore che dà loro l’impressione di svenire. Questi dolori, cosí vivi, risvegliano, piuttosto, l’idea, ma senza una certezza assoluta, che si tratti di un’ulcera o di uno spasmo del piloro. I dolori a tipo di fame dolorosa sono stati interpretati, da qualcuno, come caratteristici di un’ulcera, soprattutto duodenale: il malato avverte una sensazione di fame penosissima, che si calma, però, immediatamente, con l’ingestione di una quantità, anche minima, di cibi e di bevande.

L’orario

Un’ultima caratteristica dei dolori gastrici, qualunque sia la loro intensità, è quella dell’orario nel quale si presentano: immediatamente dopo il pasto, o prima, o tre-quattro ore dopo. Occorre, anche, sapere se essi sono periodici, se compaiono, cioè, per una durata di dieci-quindici giorni, un mese o piú, per calmarsi in seguito. Si potrà, così, differenziare le crisi dolorose dei sofferenti di cistifellea da quelle dei veri gastrici, che durano tre settimane o un mese. I dolori tardivi ma irregolari sono piuttosto dovuti a turbe nervose od intestinali, come l’appendicite cronica, la colibacillosi o un’affezione renale. Quando un soggetto avverte dolori di stomaco non deve fare altro che consultare un medico, perché nessun trattamento miracoloso, anche se ha già guarito qualcun altro… è del tutto privo di pericoli: intraprendere a caso qualche cura, senza conoscere la vera causa del dolore, può voler dire aggravare la malattia causa del dolore o mascherare un sintomo importante, ritardando così la diagnosi, e si sa, ormai, l’importanza che può avere una diagnosi precoce nel caso di emorragie digestive, per esempio, o nel caso di tumori. La sola terapia che, in attesa del medico, possa giovare senza mai essere pericolosa, è un regime alimentare che consista nel sopprimere tutti i cibi irritanti della mucosa gastrica e nell’evitare pasti abbondanti.

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