DNA Barcoding

DNA Barcording

Cellule identificabili come prodotti al supermercato. In che modo? Attraverso il Dna Barcoding, una metodica che, come il codice a barre individua e classifica le singole cellule. Questa tecnica, nota già da 7 anni e applicata per la prima volta allo studio delle cellule del sangue, ha permesso di sdoganare uno dei dogmi dell’ematologia: le diverse linee cellulari ematiche non derivano da cellule staminali, bensì da loro discendenti meno pluripotenti cioè con ridotta capacità di differenziamento. le cosiddette cellule progenitrici.

Come funziona il codice a barre che svela tutto sulle cellule ematiche

Queste ultime sono in grado di dare origine, attraverso complessi meccanismi solo in parte noti. ad ogni tipo di cellula del sangue. A differenza delle staminali, sono di un gradino più basso nella scala della potenza, ma non per questo meno preziose. Le loro proprietà di autorinnovamento (il cosiddetto self-renewal) e di pluripotenza le rendono candidate ideali per le terapie cellulari della medicina rigenerativa. I ricercatori del Boston Childrens Hospital sono stati i primi ad applicare la metodica del codice a  barre allo studio delle relazioni e delle gerarchie tra cellule ematiche. Prima, infatti, le uniche possibilità di tracciare l’origine di ogni linea cellulare, valutando in che modo le cellule arrivano a maturazione, erano legate o al trapianto di midollo osseo oppure all’utilizzo di virus. Procedure che comportavano una manipolazione cellulare ex vivo ed una successiva reintroduzione delle cellule nell’organismo. Con il Dna Barcoding, l’etichettatura cellulare avviene all’interno dell’organismo stesso, utilizzando elementi genetici mobili chiamati trasposoni. Un trasposone è una sequenza genetica che, quando esposta all’azione di un enzima chiamato trasposasi, pile) spostarsi da un punto all’altro del DNA. Di conseguenza tutte le cellule che. sottoposte a trasposasi, presentano il trasposone nella stessa posizione, risultano ‘collegate” e derivanti dalla stessa cellula madre.

Le applicazioni future del DNA Barcoging

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature, ha in sé un potenziale enorme. Un esempio per tutti? Applicata all’oncologia consentirebbe di monitorare la progressione di un tumore e di stabilire le origini esatte di cellule cancerose libere nel circolo sanguigno. A questo punto non resta che augurarci che i risultati ottenuti spingano gli “addetti ai lavori” ad estendere la tecnologia del barcoding a tutti gli altri rami della medicina.

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