Echinoccosi del polmone: di cosa si tratta?

Echinoccosi del polmone

L’echinococcosi o cisti idatidea del polmone è malattia rara, anche se le statistiche denunciano che la localizzazione dell’echinococco al polmone segue per frequenza quella epatica (nel 60% dei casi localizzazione al fegato, nel 18% ai polmoni). È causata dall’idatide o tenia echinococco, forma larvale dell’Echinococcus granulosus, piccolo cestode che da adulto vive nell’intestino del cane.

Sono le uova dell’echinococco, evacuate con le feci del cane, a determinare l’intestazione nei mammiferi. Questa avviene per via digerente per mezzo di alimenti inquinati o per contatto diretto con animali infetti. In alcuni casi il parassita, superata la mucosa del tubo digerente, per via venosa, attraverso il cuore destro, raggiunge i polmoni e qui si arresta (localizzazione polmonare primaria). Di raro rilievo l’echinococcosi del polmone secondaria a disseminazione dei parassiti da una primitiva cisti idatidea del fegato. Anatomopatologicamente l’echinococcosi del polmone è data da una cisti idatidea unica, in prevalenza localizzata al lobo inferiore destro ed avente tutte le caratteristiche morfologiche  per l’echinococcosi epatica.

Sintomatologia

È in rapporto alla fase evolutiva ed alle dimensioni della cisti. Inizialmente, per le piccole dimensioni, manca ogni sintomo clinico, ed il rilievo è sovente casuale, in seguito ad accertamento radiologico. In un secondo tempo possono comparire sintomi legati a sensibilizzazione verso sostanze antigeniche, che dalla cavità cistica passano in circolo. Si ha così orticaria ed eosinofilia. Solo raggiungendo un considerevole volume la cisti provoca processi irritativi ed infiammatori nel parenchima polmonare circostante, a sostenere tosse, dispnea, piccole emottisi, fatti broncopneumonici. Non mancano a questo stadio segni obiettivi legati alle dimensioni della cisti, e precisamente: maggiore espansione dell’emitorace in corrispondenza alla localizzazione, indebolimento del fremito vocale tattile, ottusità percussoria, dispnea. Il quadro clinico si aggrava in caso di complicazioni, date dall’infezione della cisti, che porta ad ascessi e pleuriti saccate, oppure a rottura di un bronco, con pericolo di soffocazione per spandimento del liquido idatideo nelle vie respiratorie.

Diagnosi

Viene supposta in base alle notizie anamnestiche, deponenti per contatto con cani e dai rilievi clinici piú sopra descritti, trova conferma all’esame radiografico evidenziante un’ombra polmonare ben circoscritta, a margini netti, con densità uniforme, a forma ovalare e con parenchima circostante integro. Diagnosi di certezza si pone poi con le indagini biologiche, capaci di mettere in evidenza le modificazioni dovute all’assorbimento dal contenuto cistico di sostanze antigeniche. Tra le prove biologiche, sono di capitale importanza l’intradermoreazione di Casoni e la reazione di Ghedini-Weinberg.

Terapia

È esclusivamente chirurgica e si impone nelle cisti voluminose.
Profilassi
Si attua informando la popolazione dell’esistenza della malattia e sconsigliando abitudini di vita in eccessiva comunione con cani, cioè con gli animali che rappresentano la fonte di contagio.

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