Elettroterapia con correnti variabili: approfondimento

L'elettroterapia con correnti variabili

Ci sono molte tecniche di elettroterapia con impiego di correnti ad intensità variabile nel tempo. La variabilità può essere legata alla forma ed alla durata degli impulsi, all’intervallo di grado diverso nell’erogazione dell’impulso, alla direzione del flusso.

Correnti variabili impiegate in terapia

Le correnti variabili oggi usate in terapia sono: corrente continua interrotta: la chiusura e l’apertura di un circuito di corrente continua, ottenibile a ritmo prestabilito mediante dispositivi meccanici, provoca nel segmento corporeo inserito effetti eccitomotori ed eccito-sensitivi.

  • Corrente faradica: è costituita da un’onda breve della durata di un millesimo di secondo associata ad un’onda di piccola ampiezza e di polarità opposta. Nei moderni apparecchi l’onda di piccola ampiezza viene eliminata, ottenendo cosí la corrente denominata omofaradica.
  • Corrente pulsante ad impulsi regolabili: è ottenuta da apparecchi elettronici capaci di fornire sia corrente continua sia impulsi variabili per forma, durata ed intensità, isolatamente od a intervalli regolari.
  • Corrente modulata: è costituita da impulsi di durata e frequenza prefissate, la cui intensità varia lentamente nel tempo secondo una forma esponenziale (da zero al massimo per tornare poi a zero).
  • Corrente a bassa frequenza o correnti alternate sinusoidali con frequenza tra 2 e 100 impulsi al secondo. La piú nota in terapia è la corrente diadinamica di Bernard, il quale nel 1929 ideò combinazioni di correnti alternate e modulate in ampiezza e frequenza. Nell’applicazione pratica la corrente diadinamica denuncia massima tollerabilità ed intenso effetto analgesico.
  • Correnti a media frequenza: hanno scarso interesse in terapia. Ad esse sono riportabili le correnti sinusoidali di frequenza intorno ai 10.000 Hz e le correnti interferenziali o correnti sinusoidali a media frequenza (intorno ai 4000 Hz). Le correnti sinusoidali producono effetto tetanizzante, le correnti interferenziali effetto prevalentemente analgesico e sedativo.

Azione biologica delle correnti variabili L’azione biologica delle correnti variabili si esplica per mezzo di vasodilatazione accompagnata da effetto termico. A sua volta la vasodilatazione è conseguenza di contrazioni muscolari, provocate dallo stimolo elettrico (effetto eccitomotorio), le quali spremono il circolo venosolinfatico, oppure di un’azione paralizzante sulla muscolatura li-scia delle pareti vasali con conseguente loro dilatazione. L’uno o l’altro meccanismo interviene in forma predominante a seconda del tipo di corrente variabile impiegato. Vi è inoltre un’azione sulla sensibilità, con comparsa di sensazioni di puntura, formicolio ed ustione. L’effetto piú importante dal punto di vista terapeutico è quello eccitomotorio, al quale è legata l’indicazione principale dell’elettroterapia con correnti variabili: il trattamento delle paralisi e paresi muscolari.

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