Fotografo professionista, dilettante e per hobby

Il fenomeno della fotografia come arte o come fenomeno di consumo è tale che essa è diventata un hobby. Un hobby naturalmente foraggiato sapientemente dal marketing, con un mercato che coinvolge tanto la produzione e la vendita delle macchine fotografiche digitali compatte, quanto quello delle applicazioni di foto-ritocco e sharing e condivisione delle proprie immagini on line.

L’immagine propria è vanità allo stato puro: nell’epoca del selfie e delle foto facili scattate da smartphone con risoluzioni sempre più potenti, essa finisce per svilirsi, per diventare un accessorio che di artistico ha ben poco. Il boom della diffusione della fotografia come hobby poggia tutto sul fascino dell’apparecchio autosufficiente, spesso lo smartphone anziché la macchina compatta digitale, disponibile a tutti sul quale si gioca la creatività del fotografo, sia esso un fotografo professionale come Luca Laversa, che ci ha prestato la consulenza per queste informazioni di prima mano sulla professione, oppure un dilettante o un professionista del settore pubblicitario.

fotografo-professionistaOggi in nessun campo della fotografia i confini tra dilettanti e professionisti sono così labili e generici, per la quantità e la qualità sia dei materiali impiegati sia nei risultati raggiunti, anche se la perizia tecnica non può assolutamente identificarsi con la professionalità. Secondo gli esperti del settore la più importante, se non unica, storia della fotografia dovrebbe essere quella che analizza questo fenomeno sociale avendo come fondamento gli archivi della Kodak e della Canon, ma non le loro foto, quanto i loro registri contabili, per capire che tipo di mercato hanno raggiunto negli anni e come ne sono uscite stravolte dalla rivoluzione digitale.

Macchine fotografiche per tutti

Chi produce macchine fotografiche, siano esse incorporate su smartphone, tablet o compatta digitale (fotocamera cioè obiettivo fotografico che scatta foto e registra video) si ritrova in mano dei gioielli tecnici assolutamente impensabili venti anni fa. L’aspetto più sensazionale è quello del fotoritocco. Questo genere di intervento posteriore è un must della fotografia moderna, tanto che alcune famose foto vincitrici di concorsi importanti, si sono rivelate ritoccate. Il programma più famoso di fotoritocco è naturalmente Adobe Photoshop.

Eppure, oggi tutti i programmi di gestione delle fotografie e delle gallerie di immagini, sia nelle compatte, sia negli smartphone, consentono delle operazioni di fotoritocco che spesso sono semplici, ma danno un’impressione artistica (i filtri, già presenti nei programmi professionali) che inganna. Tanto che la realtà ne viene stravolta: ciò che riprendiamo non è ciò che è, ma ciò che ci piace ritoccare, pensando di conferire un tocco artistico. Questo dilettantismo non va comunque confuso con l’hobby. Diventare fotografo professionista non è affatto semplice e c’è chi continua a praticare la foto come hobby, con perizia tecnica e abbondanza di materiali di per sé molto costosi.

Una reflex digitale della Nikon, con kit e accessori da vero intenditore, raramente viene offerta per meno di 500 euro. Chi ama fare foto ci spende, investendo nella propria passione, sia per migliorare la qualità delle foto, sia per apprendere nuovi stili e nuove tecniche. Il dilettante allo sbaraglio che usa i filtri scattando dallo smartphone è ben diverso dal fotografo per hobby, anche se non mancano le tendenze artistiche che spesso vanno oltre la reale capacità del fotografo.

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