Gioielli in oro: il segreto della loro bellezza

gioielli-in-oroOro. Una parola magica che ci fa venire in mente la ricchezza. Perché l’oro è tanto prezioso? Perché fabbrichiamo preziosi gioielli in oro come anelli, bracciali, pendenti, collane, orecchini? A che scopo utilizziamo i gioielli, perché le donne ne vanno pazze?

Bene, l’oro ha una lunga storia. È stato forse il primo metallo ad essere scoperto e tesaurizzato dall’uomo, cioè usato come riserva di ricchezza. Eppure non ha così grandi usi industriali a differenza del diamante, che come gemma è ugualmente preziosa, che pure ha trovato grandi applicazioni. Nonostante ciò il suo dominio sull’economia moderna rimane così incontrastato che è esso, in pratica, ad imporre prezzi estremamente elevati. Un gran mole dell’ingegno umano è stata devoluta alla sua estrazione dal suolo: una gigantesca lotta contro la crosta terrestre, le rocce, mentre i minatori scavano sempre più in profondità nella crosta, per trovare il prezioso minerale.

L’oro è un metallo di un giallo inconfondibile, denso, che possiede molte proprietà eccezionali: ha una superficie brillante che resiste all’ossidazione, è altamente resistente alla corrosione; in forma pura è così malleabile che una singola oncia d’oro potrebbe essere ridotta in una sottile lamina traslucida di circa 10 metri quadrati di superficie e dello spessore di soli 120 milionesimi di millimetro; inoltre è così duttile che un’oncia può essere stirata in un sottile filamento lungo ben 80 km e in entrambe queste forme (filamento e lamina) l’oro è stato ampiamente usato a scopo decorativo.

L’oro usato nei gioielli

I gioielli sono da sempre stati un modo per tesaurizzare e costituire ricchezza. Abbellire il viso e gli indumenti con decorazioni in oro era una pratica già in uso presso le antiche civiltà dell’area del vicino Oriente e dell’Egitto. L’oreficeria ha una storia lontana e risponde a una uso sociologico e antropologico dei metalli preziosi e delle pietre. La rarità del metallo ne determina il valore secondo il principio della scarsità: l’oro è un metallo pesante con un numero atomico pari a 79, non di molto inferiore all’elemento più pesante conosciuto in natura, l’Uranio, che ha numero atomico 92. Il numero atomico ne denuncia anche la scarsità poiché si tratta di un elemento forgiato ad altissime temperature, probabilmente durante i processi di fusione stellare di stelle di massa due volte superiore al Sole, che quindi esplodono in una supernova.

Perché fabbrichiamo i gioielli in oro?

Dal punto di vista estetico e decorativo – si diceva – l’oreficeria è antica almeno quanto la civiltà. Dove affiorava in superficie o poco sotto, per esempio nel letto dei fiumi e dei torrenti in secca durante la bella stagione, l’oro catturava subito lo sguardo per la sua lucentezza e per le sue caratteristiche di durevolezza. Siccome era bello e raro ben presto divenne merce di scambio: le prime monete preziose, con le quali acquistare grandi quantitativi di merci e creare eserciti erano d’oro o argento. A livello decorativo gioielli in oro come bracciali, pendenti, collane e anelli divennero ben presto appannaggio delle classi sociali elevate. Possedere oro significava essere ricco, come tramandano i miti greci antichi. L’oro quindi veniva ad assumere un potente significato sociale se offerto in dono e la sua esibizione era denuncia di uno status sociale, come dimostrano le maschere funerarie egizie. In molti si domandano: perché alle donne piacciono tanto i gioielli in oro e i diamanti, o in generale le pietre preziose? Innanzitutto perché sono oggettivamente belli dal punto di vista artistico. L’Italia, per dire, ha una grandissima tradizione artigianale orafa e le lavorazioni sono delle vere e proprie opere d’arte. Le donne si sentono più belle e naturalmente il fatto che ricevano in dono dei gioielli rafforza in loro la sensazione di aver compiuto una scelta giusta rispetto al partner con il quale crescere la prole.

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