I misteri di Castel del Monte

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Castel del Monte è uno dei patrimoni dell’Unesco maggiormente ricchi di fascino e di mistero. Gli studiosi, da anni, si interessano ai particolari architettonici e agli usi di questa maestosa costruzione, voluta ardentemente da Federico II. Scopriamo insieme i segreti di Castel del Monte.

Al centro del cortile interno di Castel del Monte ci sarebbe stata una vasca enorme, bellissima e preziosa, fatta in pietra. Oggi non ce n’è traccia fisica ma, secondo Occhinegro, c’era certamente: “Era di forma ottagonale e in marmo. Alcune testimonianze parlano di un unico monolite, altre, seicentesche, la descrivono addirittura come una sorgente d’acqua. Altre ancora ci dicono che era così grande da lasciare solo un passaggio laterale. Secondo le fonti era utilizzata come vasca per i bagni”. Le porte che danno accesso al cortile sembrano parlarci. Sono nude all’esterno e decorate all’interno, mentre quelle che dal cortile portano alle sale del castello sono decorate all’esterno e nude all’interno.

Alcuni hanno ipotizzato un percorso iniziatico, ma la spiegazione potrebbe essere più semplice: “La teoria di Castel del Monte paragonato a un hamam (antica struttura termale islamica, ndr) ci dice per quale motivo i visitatori devono forzatamente entrare in alcune stanze e perché in queste sale ci siano determinati dispositivi architettonici”, spiega ancora Occhinegro. “Il castello funzionava con un sistema di stanze fredde e calde che permettevano, appunto, la termoregolazione del corpo, proprio come negli hamam” Al piano terra del castello ci sono otto sale delle stesse dimensioni. I rivestimenti alle pareti, i pavimenti, i marmi sono stati tutti rubati nel corso dei secoli e si dice ci fossero addirittura delle statue. Secondo la teoria dei ricercatori dell’università di Bari, tutto questo era stato costruito per il riposo, il piacere e il benessere del re.

Il castello per riposo del sovrano

L’idea del bagno pubblico in Federico II avrebbe origine dal suo passato. In particolare dalle cure che aveva ricevuto nelle terme di Pozzuoli e dai suoi trascorsi a Palermo. “A Federico e a suo padre – spiega Fallacara – è dedicata l’opera dì Pietro da Eboli De Balneis Puteolanis, un manoscritto miniato raffigurante le terme e le sorgenti d’acqua curativa tra Baia e Pozzuoli. Quindi Federico è a conoscenza di tutta una serie di logiche per la cura del corpo legate all’utilizzo dell’acqua. “Il sovrano cresce in una Palermo prettamente araba e, quindi, è completamente impregnato dalla cultura islamica che prevede l’hamam come centro di socializzazione, centro politico dove si scambiano pareri culturali.

Non solo un ambiente dove fare i bagni. È impensabile che Federico II fosse avulso da questo contesto”, aggiunge Occhinegro. Un luogo, dunque, dove ostentare il potere e forse ospitare personalità illustri, magari provenienti dall’Oriente. Sultani e califfi che si sarebbero trovati a proprio agio in un castello del genere. Era forse questo il vero progetto di Federico II? “Il castello pugliese affascina da secoli studiosi e archeologi”

I particolari architettonici del castello

Le sale di Castel del Monte sono sorprendenti. Anche se ormai spoglie, ci sono dettagli che vale la pena di guardare con attenzione. Ad esempio, le soglie delle grandi aperture che portano da un ambiente all’altro: ci sono alzate di alcuni centimetri, altre ancora più alte, che sicuramente davano fastidio a chi attraversava le sale. Nel mezzo di questi gradini ci sono scanalature e, in alcuni casi, fori.

Sembra quasi che queste stanze avessero la gestione dei livelli di acqua. Se avesse superato un certo limite, sarebbe passata da una stanza all’altra. Alla presenza di queste alzate sulle soglie, tuttavia, è stata data anche un’altra spiegazione. Un tempo i pavimenti, che sono stati trafugati, erano più alti: ecco perché sono rimasti i gradini che oggi i visitatori devono scavalcare “per andare sa una stanza all’altra. All’epoca di Federico II, secondo questa spiegazione, i pavimenti erano a filo. Ma in tutto il castello, completamente saccheggiato dei suoi decori, è rimasto un piccolo frammento del pavimento originale. Pochi decimetri quadrati, ma abbastanza per dimostrarci quale fosse il reale livello del piano di calpestio e confermare che le soglie sono sicuramente più alte. Altri elementi architettonici interessanti sono i camini. Ce ne sono cinque in tutto l’edificio: due al piano terra, tre a quello superiore. Ormai rimane solo il vano, tutto è stato portato via, ma un tempo erano sontuosi. Ovviamente servivano a scaldare il castello ma, secondo la nuova ipotesi degli studiosi dell’università di Bari, avevano anche la funzione di riscaldare grandi quantità d’acqua.

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