Il picnoge prima delle vacanze

Picnoge

Sole, vacanza, mare, montagna, giornate all’aria aperta. Anche questo causa stress ossidativo? Brutto da dire ma… sì. I raggi solari, per quanto benefici e vitali, sono però capaci di danneggiare la cute sia per effetto della luce, il cosiddetto fotoinvecchiamento o photoaging, sia per effetto del calore. I raggi Uv (gli ultravioletti Uva, Uvb e in minima parte gli Uvc schermati dall’ozono) sono in grado di causare pro- blemi con un’esposizione di dieci minuti.

Che cos’è il picnoge

Contro i danni del sole si sta muovendo anche la ricerca che di recente ha individuato una molecola, denominata tirone, che promette di proteggere totalmente la pelle, e in particolare il Dna mitocondriale, dall’azione nociva degli Uva, con un’efficacia 5 volte maggiore del resveratrolo. Questa molecola, sintetizzata in laboratorio, non è ancora stata testata sull’uomo. L’obiettivo ora, ha affermato Anne Oyewole, fra gli autori della ricerca, è quello di studiare un antiossidante, preferibilmente un composto naturale, con una struttura simile al tirone, da sfruttare per la salute e la bellezza.

Dalla corteccia al pino

l picnogenolo è un antiossidante naturale che viene ottenuto dalla corteccia di un particolare pino, il Pinus pinaster, che cresce nella zona mediterranea ma che può arrivare a svilupparsi per la sua resistenza sino nelle zone della Bretagna. Agisce sull’epidermide, proteggendo il collagene e le fibre di elastina, facile bersaglio dei radicali liberi, e prevenendo l’invecchiamento accelerato della pelle a causa di esposizione alla luce solare. La sua azione inoltre contrasta le macchie cutanee ed è efficace anche a livello circolatorio, proteggendo capillari e piccoli vasi, anch’essi minacciati da sole ed eccessi di calore. E’ dunque l’integratore giusto per preparare la pelle alla tintarella non solo al mare ma anche in montagna, dove i raggi sono ancora più intensi.

Vengono distrutti collagene ed elastina

I raggi ultravioletti determinano un aumento dei radicali e a seguito di ciò vengono colpiti collagene ed elastina che danno tono, elasticità e turgore alla pelle, aumenta l’infiammazione locale, sono posti sotto stress i capillari e i piccoli vasi (non a caso compaiono fenomeni come la couperose) e si può arrivare anche a danneggiare il Dna cellulare, causando non solo scottature ed eritemi ma anche melanomi. Anche i raggi infrarossi, che stanno suscitando l’interesse e la preoccupazione dei dermatologi, sono causa di radicali liberi e la loro attività è legata a un’azione di tipo termico. Le rughe quindi che compaiono sulla pelle quando è troppo esposta ai raggi del sole, non sono certo una questione solo estetica, ma rappresentano la prova visibile del danno dei radicali liberi.

Le nuove formulazioni

Anche in questo caso gli antiossidanti vengono in soccorso, non rappresentando uno schermo nei confronti del sole ma contrastando i danni causati dallo stress ossidativo e riparando la pelle danneggiata. Se ne può fare scorta con l’alimentazione ma è anche utile scegliere creme solari che contengono antiossedanti. In genere, si tratta di estratti naturali come carotenoidi, licopene e vitamine C ed E.

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