Il team building: perché spesso non funziona

Nel corso degli anni, gli specialisti delle risorse umane e gli psicologi del lavoro, hanno spesso dovuto affrontare il dilemma di un team building che va a rotoli e non funziona. Anzi, in taluni casi esso si è dimostrato insufficiente e controproducente. Molti manager e dirigenti hanno fatto ricorso a studi, analisi, case history per cercare di capire come migliorare il lavoro di squadra. Benché in molti tra questi ritengano che il team building sia importante, solo un terzo ha veramente profuso degli sforzi per migliorare questo settore, introducendo delle pratiche di team building rilevanti.

Quando ai manager e ai dirigenti è stato chiesto come mai non proponessero il team building ovvero non si sforzassero di migliorare le dinamiche di gruppo, essi hanno risposto in generale così:

  • Abbiamo difficoltà a costruire un team efficace.
  • Siamo preoccupati che le dinamiche di gruppo tirino fuori più i tratti negativi che quelli positivi.
  • Non pensiamo che sviluppare il team building sia particolarmente incentivante per l’azienda e per i suoi impiegati.
  • I subordinati dei nostri uffici non sembrano gradire l’idea e pensano che si sprechi del tempo libero.
  • La proprietà non crede affatto nello strumento e preferisce concentrarsi sul lavoro tradizionale e all’ottimizzazione delle risorse già sperimentate.

Andando a vedere queste risposte da vicino si capisce che domina lo scetticismo o forse l’ignoranza. Ad esempio, le attività di team building per funzionare dovrebbero avere un carattere ludico e competitivo allo stesso tempo. Negli anni Ottanta la “caccia al tesoro” era un must, così come il campeggio. Poi è subentrato il calcetto aziendale e soprattutto – negli ultimi anni – il paintball, una disciplina a metà tra sport, avventura e simulazione di guerra, che coinvolge gli individui all’interno di una squadra, che ha lo scopo di raggiungere un risultato determinato.

Il lavoro di squadra può risultare poco efficace perché non si sa come costruire una squadra. Spesso i dirigenti fanno riferimento a degli specialisti in risorse umane, che a loro volta hanno il cervello zeppo di citazioni motivazionali, libri specifici e manuali. È vero che durante un’attività di squadra le peculiarità di ciascuno possano portare a sgradite sorprese, ma conoscere al meglio i propri impiegati non è mai un risultato negativo. Ciò che conta è l’obiettivo. Inoltre gli impiegati, lavorando di squadra nel tempo, riescono a comportarsi come un gruppo sociale ben organizzato. È triste da dire, ma prima o poi la mela marcia salta fuori e il gruppo tende ad isolarla, nel nome del risultato. Per sviluppare al meglio il team building è bene incentivare lo spirito di gruppo attraverso dei bonus tangibili: non parliamo di soldi, quelli si possono ottenere come risultato complessivo professionale indotto dal lavoro di squadra. Un campionato, una competizione nel tempo piò stimolare la competitività e l’interesse del gruppo a persistere. Ovviamente se la proprietà non vede oltre il proprio naso il team building ha poco effetto. Ma un addetto alle risorse umane deve sapere come convincere i dirigenti e il personale, deve individuare quale è il miglior strumento per il team building, analizzando i profili degli impiegati, in modo da ottenere il massimo risultato possibile.

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