La medicina Maya

Medicina Maya

Costruttori di imponenti edifici, esperti astronomi, ma anche feroci guerrieri dediti a brutali sacrifici umani: alla scoperta del misterioso e affascinante mondo dei Maya. Nel profondo dell’umida giungla tropicale, così come nei deserti sconfinati dell’America centrale prospera un’antica e misteriosa razza dall’apparenza primitiva. Vestiti con semplici perizomi di foglie e corteccia e impugnando lunghe lance con la punta ricavata da rocce vulcaniche, hanno sviluppato una società con avanzate conoscenze astronomiche, mediche e linguistiche. Nell’arco di migliaia di anni, la loro civiltà ha creato maestose città in pietra così possenti da sopravvivere per secoli alla scomparsa di quel popolo. Della straordinaria civiltà dei Maya sono rimaste poche tracce perché gli Spagnoli, con la loro feroce campagna di conquista, distrussero per sempre buona parte dei loro segreti. Sono rimaste però le grandiose città in pietra, ancor oggi mirabile testimonianza di quel grande popolo. La stupefacente maestosità della città di Chichen Itza costituisce una delle principali meraviglie del mondo. A causa del loro improvviso sterminio sappiamo ancora poco dei Maya, ma quel poco ha dell’incredibile. Secoli prima che arrivassero i conquistadores spagnoli avevano creato una lingua scritta, la prima dell’America precolombiana. Inoltre erano in grado di predire molti fenomeni cosmici e avevano sviluppato un sistema matematico più avanzato di quello utilizzato all’epoca in Europa. Anche nella conoscenza del corpo umano erano molto progrediti e disponevano di medicinali a base di erbe che sono ancora oggi studiati e utilizzati.

Ma un progresso così avanzato si accompagnava a una religione sanguinaria, che esigeva sacrifici umani in grande quantità. E le vittime venivano procurate con assalti feroci alle tribù vicine. I Maya erano guerrieri instancabili, non si concedevano tregue. La sete di sangue dei loro dei era insaziabile. Nuovi studi archeologici stanno cerando di portare alla luce i molti segreti di questa civiltà distrutta dalla furia dei conquistadores, rozzi avventurieri che non erano in grado di capire quali tesori di conoscenze stessero sottraendo alla storia umana. Ed è per colpa loro se non riusciremo mai più a penetrare a tondo i grandi misteri di quella civiltà.
Producevano vestiario, armi, monili d’oro e altri manufatti che commerciavano in tutto il Messico e gran parte dell’America Centrale.

Le cure dei Maya in base ad ogni patologia

MAL DI DENTI
I Maya erano molto abili nell’ortodonzia, capaci di applicare denti artificiali in giada o turchese ai pazienti che potevano permettersi questo lusso. Per riempire una carie si utilizzava la pirite di ferro (detta oro degli sciocchi). Era in voga anche la decorazione dei denti, che venivano appuntiti e levigati, o ancora bucherellati. I buchi venivano poi riempiti di giada o pirite per disegnare decorazioni.
DOLORE
Il dolore era spesso trattalo ponendo il paziente in uno stato di trance con sostanze stupefacenti, utilizzate anche nei rituali. Fiori, funghi allucinogeni, tabacco e varie piante impiegate per fabbricare sostanze alcoliche venivano pestati e bruciati per assimilarne i fumi e provocare una sorta di stordimento. Talvolta per un rapido assorbimento delle sostanze e quindi un immediato sollievo si effettuava un clistere.
BAGNI DI SUDORE
I bagni di sudore (temazcal) erano utilizzati per far sì che il paziente espellesse le impurità dal corpo. Erano anche impiegati per malanni come reumatismi e febbri, come defaticanti al termine di una battaglia o per risollevare le donne che avevano appena partorito. I Maya credevano che il vapore caldo assicurasse una vita lunga e salutare.
LE NUOVE MALATTIE
Quando gli Spagnoli arrivarono in America, portarono con sé malattie sconosciute agli uomini di medicina Maya, come l’influenza, il morbillo e la tubercolosi. Ma fu soprattutto la piaga del vaiolo a decimare la popolazione, uccidendone il 90% nell’arco di un secolo. Contro quella malattia che si diffondeva così rapidamente i rimedi a base di erbe servivano solo a dare un momentaneo sollievo.

La medicina Maya si fondava sul concetto di forza vitale, che poteva essere diretta dove ce ne fosse bisogno. Era compito del guaritore gestirla in modo efficace. Poiché l’energia vitale scorre anche attraverso le piante, molti rimedi terapeutici erano basati sull’ero-isteria. Il sangue era alla base della salute del corpo, e pertanto le pulsazioni cardiache erano la chiave per capire la portara del malanno. Le malattie erano inoltre classificate come “calde” o “fredde”: cibi caldi o piccanti (come cipolle e zenzero) erano impiegati per guarire le malattie fredde, e viceversa.

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