La Sfinge: uno dei più grandi misteri della storia

sfingeÈ considerata uno dei più grandi misteri della storia ed è oggi uno dei monumenti dell’antichità più ammirati, visitati e fotografati. Parliamo della sfinge, la grande statua monumentale scolpita partendo da uno sperone di roccia che si trova in Egitto, nella spianata di Giza, alle porte del Cairo e a pochi passe dalla Grande Piramide. Ecco qualche curiosità in proposito!

Chiunque si rechi in Egitto, per una vacanza sul mar Rosso o si trovi a visitare la città del Cairo, non può non rimanere abbagliato dalla grandezza e dalla magnificenza delle piramidi. Si trovano a pochi passi dal Cairo e, anzi, ci si stupisce quasi di come sia possibile trovarsi immersi in un sito archeologico così importante e famosi viaggiando in macchina partendo dal Cario.

In Egitto l’antichità e il presente convivono insieme in modo quasi impressionante ed è un dato certo che alle porte del Cairo ci si trova quasi spiazzati dall’incontro con le piramidi. Sono tre, dedicate rispettivamente a Chefren, Cheope e Micerino, ma una volta arrivati in questo sito archeologico c’è un altro monumento che colpisce l’attenzione del turista: la sfinge.

La Sfinge si trova a sud est rispetto alla Grande Piramide ed è considerata la più grande statua monumentale esistente al mondo per via delle sue dimensioni; è lunga 73 metri, è alta 20 metri e larga 6 metri. È stata scolpita da uno sperone di roccia e, secondo gli studiosi, alla sua base col tempo venne aggiunto un sistema di blocchi di pietra.

Da sempre questa statua è considerata un esempio di zoomorfia, ossia di fusione tra un elemento umano e uno animale. La sfinge ha infatti una testa umana e un corpo leonino. Per gli archeologi di tutti i tempi questo monumento ha sempre rappresentato un fitto mistero, molto intricato da risolvere e ricco di domande che, ancora oggi, non trovano risposta.

Sappiamo per certo che il nome sfinge deriva dal greco e significa “colei che strangola”. Secondo le interpretazioni ufficiali dell’archeologia si ritiene che la testa della sfinge raffiguri il volto del faraone Chefren; questa interpretazione è frutto di numerosi studi che si basano su un’iscrizione a sua volta scoperta su una stele di granito trovata tra le zampe anteriori della stessa Sfinge.

L’iscrizione fa riferimento al faraone Thutmose IV, che nella sua vita terrena ebbe un’apparizione in sogno del dio Ra. Il dio promise al faraone l’intero regno se avesse liberato la sfinge dalla sabbia che la nascondeva dai tempi in cui la necropoli di Giza venne abbandonata. Il faraone mise in atto il compito affidatogli da Ra e, una volta diventato re, fece scolpire una stele di granito per festeggiare il grandioso evento. La stele raffigurava due leoni al di sopra di due tempi, l’uno rivolto a est e l’altro rivolto a ovest.

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