Le conseguenze della celiachia

Le conseguenze della celiachia

La malattia celiaca, se non diagnosticata e curata con la terapia dietetica, può portare a complicanze anche molto gravi. Il ridotto assorbimento di calcio favorisce lo sviluppo dell’osteoporosi, l’insufficiente assimilazione di acido folico aumenta il rischio aborto e di malformazioni fetali.

E’ dimostrato anche l’aumentato rischio di malattie neurologiche, di malattie tumorali dell’apparato digerente, in particolare linfomi intestinali, ma anche tumori a carico dell’esofago e della faringe, oltre che il ridotto accrescimento e la bassa statura già menzionati.

Un importante studio, tuttavia, ha permesso di stabilire che l’aumentato rischio di neoplasie (malattie tumorali) si riduce sino a sovrapportsi a quello del resto della popolazione dopo cinque anni di terapia dietetica.

Prospettive terapeutiche

I meccanismi progenetici alla base della malattia escludono interventi terapeutici diversi da quelli dietetici. Poichè non tutto il glutine è dannoso, ma solo alcune sue frazioni, molte speranze sono riposte nella messa a punto di varietà di grano impoverite, mediante tecniche di ingegneria genetica, di quei frammenti tossici a cui l’intestino dei celiaci è permeabile.

Una ricerca del Laboratorio europeo per lo studio delle malattie indotte da alimenti, in collaborazione con l’Università di Bari, su tecniche di panificazione utili a ridurre la quantità di glutine presente nel pane ha dimostrato che la lievitazione tradizionale condotta con lievito madre, naturalmente ricco di fermenti, riduce la quantità di glutine presente nel prodotto finito rispetto alla lievitazione industriale.

I ricercatori dell’Università di Bari studiano un pane speciale che potrebbe essere tollerato dai celiaci. Ad acqua e farina, ingredienti tradizionali necessari per produrre il pane, hanno aggiunto anche 2 grammi di glutine e batteri lattici selezionati. I particolari enzimi digestivi prodotti da questi ultimi si sono dimostrati in grado di scomporre la gliadina dopo una fermentazione di 24 ore. Una volta cotto in forno il pane è stato consumato da un gruppo di soggetti celiaci e i test di intolleranza eseguiti su di essi non hanno evidenziato modificazioni della permeabilità intestinale. Questi dati, oltre a lasciare intravedere nuove opportunità per i pazienti celiaci, sono tuili nel campo della prevenzione. Poichè infatti la probabilità di ammalarsi dipende, oltre che dalla predisposizione genetica, anche dal grado di esposizione al glutine, per i soggetti a rischio la probabilità di ammalarsi aumenta tanto più è maggiore il consumo di alimenti ricchi di glutine.

Altre patologie allergiche non ldE mediate

Accanto alla malattia celiaca, nel grippo delle allergie alimentari non lgE mediate la letteratura scientifica riporta anche altre affezioni a localizzazione gastrointestinale o cutanea.

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