Le differenze climatiche nel mondo

l'importanza del climaIl clima è costituito da tre ordini di fatti: la temperatura, il regime dei venti e il regime delle piogge. Si chiamano isoterme le linee condotte sulle carte geografiche per tutti i luoghi che hanno uguale temperatura media durante un periodo stabilito (es.: anno, mese) e s’intende per escursione termica la differenza tra la temperatura minima e la massima di un dato luogo in un intervallo di tempo determinato (es.: anno, giorno). I climi con temperature medie basse si dicono microtermici (da O a 10 °C); quelli con temperature medie elevate, megatermici (da 20 °C in su); quelli con temperature intermedie, mesotermici (tra 10 e 20 °C); quelli con temperature medie minime, echistotermici (inferiori a O °C).

Per ogni località si deve inoltre tener presente l’anomalia termica che può essere positiva se presenta una temperatura più elevata di quella normale del corrispondente parallelo o negativa se la temperatura è inferiore alla normale del parallelo considerato. Le ulteriori divisioni delle zone mega-, mese-, microtermica si basano sulla quantità e distribuzione delle precipitazioni:

1) zona megatermica o del clima tropicale piovoso con due climi distinti, cioè clima della foresta tropicale costantemente umido e clima della savana con intervallo più o meno lungo di siccità, non mai tale da impedire la vegetazione arborea;

2) zona mesotermica del clima caldo o temperato, piovoso, distinta in clima temperato caldo con periodo invernale asciutto, clima temperato caldo con periodo estivo asciutto, clima igromesotermico, o temperato umido, senza un periodo di siccità bene individuato;

3) zon-microtermica boreale, distinta in due tipi di clima a seconda che l’inverno sia umido oppure freddo asciutto.

Da cosa dipendono le variazioni termiche?

La temperatura dipende:

1) dalla latitudine: più i raggi solari arrivano obliquamente in un luogo, meno il calore è forte, quindi le temperature più alte si riscontrano nella zona tropicale;

2) dall’altitudine: più un punto è elevato al disopra del livello del mare, più vi fa freddo, perchè l’aria è riscaldata soprattutto dal calore riflesso dalla superficie terrestre; teoricamente si può dire che un’elevazione di 150-200 m. corrisponde all’effetto dell’avvicinamento di 1° verso il polo;

3) dall’azione del mare. I mari si riscaldano e si raffreddano meno rapidamente delle terre, quindi un paese sottoposto all’azione dei venti marittimi sarà soggetto ad un’influenza mitigativa della temperatura, che ne verrà elevata in inverno, ed abbassata in estate;

4) dall’esposizione: per es. alcune montagne hanno un versante freddo, mentre il versante opposto è caldo. L’aria è un fluido e, come tutti i fluidi, tende verso lo stato di equilibrio; inoltre l’aria secca pesa più dell’aria umida, l’aria fredda pesa più dell’aria calda e, poichè alla superficie del globo non esiste dappertutto lo stesso calore e la stessa umidità, l’aria si sposta. In dipendenza di questi principi il vento soffia dalle zone di alta pressione (quelle nelle quali l’aria è secca o fredda, o secca e fredda) verso le zone di bassa pressione (aria calda o umida, o calda e umida).

Si possono considerare parecchie categorie di venti: ascendenti, alisei o venti permanenti, periodici o monsoni, variabili.

Come nasce la pioggia?

Le piogge dipendono:

1) dalla presenza del vapore acqueo nell’aria;

2) dalla condensazione o dalla non condensazione del vapore acqueo. Questa condensazione avviene quando gli strati atmosferici si raffreddano (senza però che il raffreddamento sia inferiore a O °C dalle nubi alla terra, perchè allora avviene la caduta di neve).

I climi sulla terra

Bisogna notare che i versanti delle montagne esposti ai venti marittimi ricevono una maggiore quantità di pioggia e così pure le zone vicine ai mari, a meno che esse non siano sottratte all’influenza delle acque, per es. da montagne. Invece le zone circondate da rilievi hanno scarse precipitazioni, perché le piogge cadono sul versante esterno delle montagne e ciò può constatarsi nella Spagna (Aragona). V. P. von Kòppen ha individuato undici climi tipici, oltre i tipi intermedi o secondari ed i numerosi sottotipi, in base a determinate caratteristiche.

Essi sono i seguenti:

a) Climi umidi infratropicali (climi delle foreste infratropicali e climi delle savane);

b) Climi aridi infratropicali e subtropicali (climi delle steppe e climi dei deserti);

c) climi temperati con piogge (con inverno asciutto, con estate asciutta, climi temperato umido);

d) climi subartici (clima freddo con inverno umido, clima freddo con inverno asciutto);

e) climi nivali (clima delle tundre, clima dei geli persistenti).

Secondo A. von Humboldt l’espressione clima, presa nel senso largo della parola, serve a determinare « l’insieme delle variazioni atmosferiche che influenzano i nostri% organi in maniera sensibile: la temperatura, l’umidità, i cambiamenti della pressione barometrica, la calma dell’atmosfera, i venti, il grado di intensità dell’elettricità atmosferica, la presenza nell’aria di miasmi più o meno deleteri, infine il grado ordinario di trasparenza e serenità del cielo».

Concludendo: gli elementi meteorologici più importanti dal punto di vista climatico sono quelli che influenzano il nostro organismo e quello degli animali e dei vegetali; essi possono così riassumersi: intensità della radiazione solare, temperatura dell’aria e del suolo, venti, umidità dell’aria, nuvolosità, natura e abbondanza delle precipitazioni atmosferiche. La risultante delle azioni individuali di questi diversi elementi costituisce l’azione del clima, azione essenziale nel riguardo biologico, medico ed agricolo.

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