Mani sempre fredde: potrebbe essere sclerosi

Mani fredde

Vi è mai capitato di avere all’improvviso le mani gelate, con un dito o tutte le dita di un colore innaturale? Potrebbe trattarsi di un fenomeno di Raynaud, un sintomo precoce di malattie tra cui il Lupus Eritematoso, l’Artrite Reumatoide e la Sclerosi Sistemica Progressiva. Scopriamo insieme in quali casi le mani fredde nasconono sintomi più gravi.

Mani sempre fredde? Come riconoscere quando si tratta di Sclerosi Sistemica

La sclerosi Sistemica Progressiva è una malattia cronica di tipo autoimmune – come il LES e l’AR – ma colpisce la pelle, i vasi sanguigni, e nei casi più gravi, anche i tessuti degli organi interni quali polmoni, cuore, esofago e reni. Rispetto agli uomini, le donne sono quattro volte più soggette a questa malattia che è anche relativamente rara nei bambini. Nella sclerosi la prima manifestazione della malattia, presente nel 96% dei pazienti, è proprio il fenomeno di Raynaund. La vasculopatia sclerodermia è caratterizzata dall’alterazione dei microscopici vasi capillari (dove avviene lo scambio di ossigeno tra i sangue e i tessuti) che vanno incontro a una progressiva riduzione del proprio lume fino ad occludersi completamente. Le piccole arterie, da cui originano i capillari, perdono sia elasticità che la peculiare capacità di dilatarsi o respingersi in base alle fisiologiche necessità – ossigenazione, nutrimento, termoregolazione, dcc – del tessuto che irrorano. Il primo distretto a risentirne è la cute, con ulcere e necrosi delle falangi ma può anche interessare il microcircolo polmonare e quello di altri organi interni. Il fenomeno di Raynaud consiste in un iniziale rapido vasospasmo dei capillari cutanei delle dita delle mani scatenato dal freddo o da emozioni forti e in grado di provocare un intenso pallore, seguito, da una fase di ristagno sanguigno che fa diventare le dita cianotiche, e da una successiva fase di dilatazione del microcircolo con conseguente arrossamento cutaneo. Il fenomeno però, si può manifestare anche sulle dita dei piedi, sulla punta del naso, sui padiglioni auricolari, sulle palpebre e perfino sulla lingua. L’analisi del microcircolo permette di differenziare un Raynaud primario, dovuto ad alterata regolazione del tono vascolare del circolo capillare per fenomeni ormonali e/o neurovegetativi vascolari, da una forma secondaria, segno di malattie quali la sclerosi sistemica. Pe comprendere la gravità della malattia si esegue un esame chiamato Capillaroscopia, un sistema di indagine non invasiva che sfrutta una telecamera in epiluminescenza a luce polarizzata, il VideoCapillaroscopio, per osservare la microcircolazione cutanea. La videoCapillaroscopia evidenza alterazioni di vario grado in base alla gravita della vasculopatia. Ad esempio, si osservano microemorragie e dilatazioni delle anse capillari con formazione di capillari giganti, fino a forme più avanzate dove il microcircolo è completamente comparso. In questi casi, infatti, si parla di deserto capillare. La registrazione delle immagini cliniche, avviene tramite un software di archiviazione dedicato che consente di creare delle schede personalizzate per ogni paziente, offrendo così la possibilità di condurre follow-up diagnostici. In Italia, ci sono circa 152 strutture sanitarie impegnata in iniziative di sensibilizzazione della popolazione perché interventi terapeutici precoci possono rallentare questa patologia. In particolare, l’uso di vasodilatatori per via orale e specifici come la Nifedipina ed endovena come l’Iloprost riducono la frequenza e la gravità degli attacchi. Più recentemente, altri farmaci, già utilizzati con successo per l’ipertensione arteriosa polmonare sono usati in casi particolari per prevenire e ridurre la formazione di nuove ulcere o diminuire l’intensità degli episodi di Raynaud.

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