Ortodonzia: di cosa si tratta?

Che cos'è l'ortodonzia?

Etimologicamente, la parola ortodonzia significa ‘denti dritti’. Direzione più precisa è quella di ortopedia dentomaxillofacciale perchè questa branca dell’odontoiatria abbraccia un ampio campo di studi per la prevenzione e la correzione dei denti non perfettamente allineati e delle deformazioni delle ossa del viso. Si tratta di solito di irregolarità delle arcate dentali e di sviluppo alterato (o insufficiente o eccessivo) delle ossa mascellari con conseguente disarmonia soprattutto della parte inferiore del viso. L’articolazione della parola, la masticazione e la respirazione subiscono danni di vario grado, per non parlare del fattore estetico che ha grande importanza.

  • Cause generali: fattori costituzionali, ereditari, familiari ( si conoscono intere famiglie che presentano per generazioni la stessa malformazione), disfunzioni ormonali (tiroide, paratiroidi, ipofisi) e malattie che colpiscono il bambino proprio durante il periodo della mineralizzazione delle ossa e dei denti (rachitismo, osteiti. mastoiditi).
  • Cause locali: abitudini viziate (succhiamento del dito ad esempio) perdita per estrazione precoce dei denti decidui o loro permanenza oltre il limite cronologico usuale. Fino a pochi anni fa il trattamento era soltanto meccanico con apparecchi atti a risolvere le varie irregolarità. Attualmente la medicina stomacologica tende ad influire su tutti i fattori in gioco, cioè sulle cause generali, sulle abitudini viziate, sulle difficoltà di comportamento, psicastenie, anche neuropatie.

L’epoca ideale per gli interventi ortodontici va dai 6 ai 15 anni, nel periodo cioè nel quale avviene l’eruzione dei denti definitivi e l’osso dei mascellari è più malleabile. Importanza fondamentale per una terapia corretta riveste l’impostazione di una giusta diagnosi. E’ quindi veramente importante la conoscenza dei rapporti indiretti che intercorrono fra una malformazione della regione bocca-denti-mascellari e malattie di altri organi per giungere a una guarigione vera e propria che sarà tale solo quando l’intero organismo, con tutte le sue funzioni vitali, verrà posto in condizioni di vita sane e naturali. Tale diagnosi ( e la conseguente prognosi) si basa su un gran numero di fattori, alcuni dei quali ricordiamo: lo sviluppo fisico del bambino, malattie superate ed incidenti, vizi, sviluppo mentale e maturità sufficienti ad una valida collaborazione o meno, situazione familiare (in quanto la collaborazione non deve venire soltanto dal bambino ma da tutto l’ambiente familiare), morfologia, comportamento, dimensioni delle labbra e della lingua, esame del profilo anche a mezzo di fotografie, esamente dell’interno cavo orale, studio dei modelli ripresi con l’impronta e con l’aiuto di fotografie, condizioni dei denti, loro posizione e rapporti, ecc.

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