Quanto fa bene il vino?

Il vino, un tossico da evitare

Il vino deve essere eliminato dalla dieta o permesso in piccole dosi mescolato ad acqua in questi casi e secondo la gravità:

— affezioni dello stomaco (ulcere, ipercloridrie, gastriti, gastro-duodeniti).

— Inizio di cirrosi. Ogni affezione epatica grave (calcoli, disturbi alla cistifellea).

— Affezione dei reni (nefriti, tubercolosi renale, albuminuria). Affezioni cardiache. Ipertensione elevata.

— Diabete grave.

— Epilessia. Turbe psichiche, nervose.

Il vino è un alimento?

Per alcuni — specialmente soggetti che praticano lavori manuali pesanti (minatori, operai esposti ad alte temperature, ecc.) il vino è creduto indispensabile. È certo che lo sforzo muscolare, la sudorazione, la fatica spariscono in parte sotto l’azione del vino che sembra agire da tonico per effetto dello zucchero che contiene (secondo la quantità) e dell’alcool, ugualmente variabile. Queste constatazioni hanno spesso fatto dichiarare il vino un alimento energetico. È vero, ma solo in parte, perché la quantità dei glicidi, utile, e largamente superata dalla quantità molto nociva dell’alcool. Una bevanda alcolica perde invariabilmente il suo potere nutritivo…

Praticamente si può ammettere che una media di 1 litro di vino al giorno in un soggetto addetto ai lavori pesanti può essere tollerata mentre si capisce che in soggetti, che non compiono alcuno sforzo muscolare durante la giornata, quella stessa quantità diviene nociva perché l’alcool non viene «bruciato» al fuoco della ventilazione polmonare e dell’apparato muscolare. Per questi ultimi, o per i soggetti che svolgono un lavoro intellettuale, bastano uno o due bicchieri al giorno. È sconsigliabile dare vino ai bambini: il loro sistema nervoso lo tollera male specialmente prima dei 7-8 anni. Per le nutrici si richiedono le stesse precauzioni, poiché l’alcool del vino passa in parte nel latte specialmente nei soggetti atonici. Del resto essi si trovano male nel caso di sòppressione totale del vino dalla loro dieta, per cui accade che se questo è loro proibito per affezioni gastriche (come aerofagia abituale o dispepsia con lenta digestione) si nota spesso che questi disturbi si attenuano quando si ingerisce, come tonico, una piccola quantità di vino ai pasti.

Dose tonica stimolante?

Il vino come stimolante (da un bicchiere o due al massimo al giorno) non sarà consumato altro che ai pasti. Fuori pasto rallenta la digestione e può anche provocare un brusco affaticamento nervoso (mali di testa, nervosismo, ecc.). Considerare il vino un tonico come il caffè o il tè vuol dire evitare i danni dell’alcolismo e le turbe epatiche croniche e circolatorie (varici, emorroidi, ipertensione, gotta, reumatismo cronico, ecc.).

Il vino come medicina

Il vino è una medicina solo in conseguenza della sua funzione tonica stimolante. Nelle malattie acute che provocano una diminuzione delle difese organiche, è indicato a piccole dosi, il vino dolce un po’ zuccherato. L’azione nutritiva dello zucchero si combina con l’azione stimolante del vino e provoca una sferza salutare per la ripresa delle energie. Nelle convalescenze da gravi malattie o in malattie croniche il vino agisce come un medicamento che stimola l’appetito e l’energia: pertanto è utile ai pasti. Alcuni preparati farmaceutici usano vini naturali selezionati, come veicolo di sostanze attive sulle secrezioni gastriche e sulle cellule nervose.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *