Venezia: sviluppo, trasporti e canali

L’origine di Venezia è meno antica di quella di tante altre città italiane, ma certamente è più significativa, in quanto prodotto di un lento ma chiaro intervento dell’uomo sulla natura. Intorno al 600 d.C: la laguna di Venezia faceva da cuscinetto tra l’Adriatico e la terraferma, nel quale i fiumi tendevano pian piano a scavare dei meandri per farsi strada verso il mare, lungo un vasto cordone sabbioso che faceva da argine tra i due elementi. Nei secoli seguenti, all’apparire dei primi insediamenti abitativi nella laguna, l’alveo di questi fiumi venne pian piano deviato, in modo da espellere dalla laguna l’acqua dolce, apportatrice di detriti dai fiumi considerata dannosa per la navigazione, sostituendola con l’acqua di mare introdotta attraverso i canali portuali di Chioggia, Malamocco e Lido. In questo modo, il limite della salinità s spostò tra Venezia e la terraferma, entrando più in profondità, e dando alla città lagunare quella forma particolare che la rende molto diversa da Amsterdam, chiamata la Venezia del Nord, che invece sorge su canali in cui vi scorre l’acqua dolce del fiume Amstel.

Come è cresciuta Venezia

Venezia è dunque una città di mare per volere di chi l’ha fondata e dei suoi governanti, altrimenti sarebbe stata una città di fiume. Va però detto che il ricordo della città di estuario, cioè che sorge alla foce di un fiume, è ben visibile nel Canal Grande, il frammento molto sinuoso del porto canale, un fiume di acqua dolce, che prima attraversava la laguna per poi sfociare nel mare. Al quale poi fu tagliato il collegamento con la terraferma, per conservarne intatta la larghezza e la profondità, funzionali al traffico delle merci e delle persone. In questo modo potevano entrare velieri di una certa stazza, fino a quando non fu costruito il Ponte di Rialto, un tempo levatoio, con le ricostruzioni in pietra. Il Canal Grande in questo modo diventa strada di rappresentanza e anche la tipologia degli edifici che si affacciano su di esso cambiano, diventando signorili, nobiliari, anziché mercantili e commerciali.

Isole e isolette che crescono

Il tessuto urbano che rende davvero unica e affascinante Venezia, che non trova praticamente simili nel mondo, si è formato grazie alla progressiva edificazione di isole affioranti dalla laguna e non dall’espansione di un particolare nucleo abitativo iniziale. Anzi, sono andate aumentando, diventando sempre più fitte queste isole autosufficienti, prima scollegate, che racchiudevano dei piccoli centri, strutturati ciascuno intono al campo o al campiello, alla corte e alla chiesa parrocchiale. Qui abitavano e risiedevano comunità che hanno conservato nei secoli un saldo senso di appartenenza a questi luoghi, qui si sono sviluppati crescendo come delle cellule di un organo fino a ridurre i grandi canali a stretti fiumi ben diversi dagli spazi d’acqua che prima li separavano.

Trasporti dall’aeroporto di Venezia e dentro la città

In una situazione del genere i trasporti a Venezia e da e per Venezia sono molto particolari. All’interno della città ci si muove a piedi tra i calli, ma soprattutto in barca per le grandi distanze. La gondola è la caratteristica imbarcazione lunga e stretta che viene quasi sempre riservata ai turisti. Venezia è collegata alla terraferma, dove la gran parte dei residenti del comune amministrativo abitano. Per i turisti sono attivi del servizi di taxi dall’aeroporto Marco Polo e navette (lo stesso servizio è anche via mare, con waterboard taxi). Il fascino della città rimane incontrato rimanendo una delle mete preferite dei turisti, come metà romantica e non solo, anche se Venezia dev’essere sempre curata e tenuta bene, come patrimonio di tutta l’umanità.

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