Chi fa la contabilità semplificata?

State per aprire finalmente la vostra azienda ma non sapete quale contabilità sia più adatta? Credete che adottare la contabilità semplificata sia la scelta giusta? Te lo spieghiamo noi

Molti imprenditori, al momento della scelta del regime contabile da utilizzare per la propria impresa, sono presi da mille dubbi e incertezze. Infatti, l’azienda, in base alla sua tipologia di regime scelto al momento della costituzione, è obbligata a tenere una contabilità ben precisa. Questo comporta, ai fini di legge, l’obbligo di tenere determinati comportamenti e libri contabili. Quindi la scelta tra contabilità semplifica e ordinaria è di fondamentale importanza.

Leggete l’articolo e scoprite chi può fare la contabilità semplificata.

CONTABILITÀ SEMPLIFICATA: chi può farla?

Utilizzare un regime contabile e fiscale della contabilità semplificata in luogo del regime ordinario, è una delle opportunità che può essere utilizzata dai contribuenti titolari di partita IVA o lavoratori autonomi e imprese.

Affinché tali soggetti possano adottare la contabilità semplificata sono necessari determinate caratteristiche. Di conseguenza, queste non prevedono la compilazione di alcuni libri o registri contabili, risparmiando sui costi di gestione e amministrativi.

C’è da dire che non tutti i titolari di partita Iva possono accedere alla contabilità semplificata.

Questo perché, è necessario essere:

  • lavoratori autonomi;
  • professionisti;
  • titolari di società SNC ossia società in nome collettivo, ditte individuali o SAS ovvero società in accomandita semplice.

Inoltre, è necessario mantenere dei requisiti minimi per restate nella contabilità semplificata. Infatti, sia per le imprese che per i liberi professionisti ci sono dei limiti entro il quale restare per evitare di passare alla contabilità ordinaria.

E’ necessario, quindi, che i ricavi dell’anno di imposta precedente o quelli previsti per l’anno in corso o successivo non siano superiori a:

  • 000 euro in caso l’attività di servizi;
  • 000 euro in caso di altre attività. Tali limiti devono essere ragguagliati all’anno di effettiva attività.

Chi sceglie di utilizzare il regime fiscale semplificato è obbligato a tenere i libri contabili. Infatti, i registri che l’imprenditore è tenuto a tenere sono:

  • registri iva acquisti;
  • registri iva vendite;
  • registro degli incassi e dei pagamenti.

Questi servono ad indicare tutte le operazioni, anche non rilevanti ai fini dell’Iva, che servono all’agenzia delle entrate a ricostruire il reddito imponibile. Essi sono molto importanti proprio perché sostituiscono le scritture contabili ed il libro giornale di conseguenza il bilancio di esercizio delle società in contabilità ordinaria.

Sessanta sono i giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi previsti per l’anno di imposta per il registro degli incassi e dei pagamenti. Novanta, invece, per il registro dei beni ammortizzabili.

Invece, chi adotta la contabilità semplificata non è obbligato a redigere:

  • libri giornale;
  • libro inventari;
  • scritture ausiliari;
  • registri del lavoro in caso di lavoratori dipendenti;
  • eventuali libri e registri per specifici settori, come ad esempio per quello sanitario o alimentare.

Anche se i vantaggi sono tanti e molti adempimenti sono semplificati, può accadere che vi siano modalità di accertamento più immediate. Ed inoltre, il regime di contabilità semplificata è il regime naturale dell’esercizio dell’attività. Quindi, per aderirvi, non è necessaria alcuna comunicazione all’agenzia delle entrate ma è sufficiente il rispetto dei sopra indicati limiti dimensionali e non aver fatto esplicita opzione per il regime ordinario.Inoltre, l’imprenditore ha facoltà di optare per la contabilità ordinaria in presenza dei requisiti per la semplificata.

Sono escluse, quindi, dalla contabilità semplificata:

  • p.A, S.r.l, S.r.l.s., società cooperative e mutue assicuratrici;
  • Enti pubblici e privati con attività commerciali;
  • Organizzazioni di società ed enti non residenti;
  • Associazioni non riconosciute e consorzi che hanno come scopo principale l’esercizio di attività commerciali.

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