Plastica e imballaggi, arrivano nuove leggi

La plastica è spesso un materiale più efficiente da scegliere rispetto alle alternative. Questo perché la plastica è incredibilmente efficiente dal punto di vista energetico per la produzione e perché è più leggera dei materiali alternativi. Naturalmente è inquinante quando viene abbandonata dall’uomo nella natura, ma è riciclabile e il suo ciclo produttivo impatta meno di altri materiali, soprattutto quelli utilizzati per il packaging delle merci e il loro trasporto (vedi www.hlpklearfold.it).

Dalle confezioni ermetiche alle bottiglie e ai contenitori stabili sugli scaffali, gli imballaggi in plastica svolgono un ruolo chiave nel garantire una fornitura alimentare sicura dall’azienda agricola alla tavola ed è un materiale di prima scelta per la surgelazione degli alimenti per la conservazione a lungo termine.

Innovazione nel design del packaging

Le materie plastiche hanno anche guidato le innovazioni nel design degli imballaggi. Ad esempio, gli imballaggi in atmosfera modificata aiutano a preservare la freschezza degli alimenti catturando una miscela d’aria a ossigeno ridotto in una confezione di plastica. Questa tecnica può prolungare la durata di conservazione di un prodotto rallentando la crescita dei batteri.

In Europa, le istituzioni europee e i ministeri della salute e dell’ambiente nazionali regolano la sicurezza degli imballaggi a contatto con gli alimenti, comprese le plastiche utilizzate a contatto vivo durante il trasporto. Molte materie plastiche, come il polistirolo e il polietilene, sono state utilizzate negli imballaggi alimentari per decenni. Tutti i materiali di imballaggio a contatto con gli alimenti devono superare il rigoroso processo di approvazione perché devono essere sicuri, prima di essere immessi sul mercato. La diffusione dell’imballaggio alimentare in plastica è internazionale.

Un recente studio nazionale ha rilevato che oltre il 90% degli americani può riciclare bottiglie di plastica nelle loro comunità. Più di 3,0 miliardi di libbre di bottiglie di plastica (per bevande, detergenti domestici, detersivi, ecc.) sono state riciclate negli Stati Uniti nel 2015. Oggi quasi il 32% delle bottiglie di plastica viene riciclato.

l riciclo di contenitori in plastica non in bottiglia (vaschette da latte, contenitori per gastronomia, coperchi, ecc.) ha raggiunto quasi 1,3 miliardi di sterline nel 2015, quattro volte la quantità riciclata nel 2007. Uno studio recente ha rilevato che oltre il 60% degli americani può ora riciclare questi contenitori rigidi, per cui le etichette dei prodotti possono identificare questi contenitori come “riciclabili”, il che dovrebbe contribuire ad aumentare ulteriormente i tassi di riciclaggio.

Il divieto della plastica monouso

Di recente, invece, il Parlamento Europeo è intervenuto con l’emanazione di una legge che vieta il packaging (e i manufatti) in plastica monouso, cioè accessori e strumenti od oggetti per la casa, come i cotton-fioc, le posate, i bastoncini, le cannucce. Ma nella legge sono incluse anche le vaschette di polistirolo e i contenitori per alimenti, oltre alle tazze di polistirolo espanso.

Sempre per quel che riguarda il riciclaggio, uno sforzo maggiore andrà fatto per la raccolta delle bottiglie di plastica, che dovranno essere realizzata, al 30% da materiale riciclato, come obiettivo è stato posto il 2030.

Le plastiche più usate nell’imballaggio sono oggi:

  • LDPE per la realizzazione di buste, pellicole e bottiglie sottili e leggere
  • PET (o PETE) usato per la sua resistenza nella costruzione di bottiglie, taniche e vasetti
  • PP o polypropylene dotato di ottima resistenza, usato in varie industrie per la sua grande flessibilità.
  • Polistirene è un polimero usato anche con funzionalità protettive per la lunga conservazione.
  • PVC è famoso per la sua resistenza e per la capacità di essere lavorato in qualsiasi forma.

Foto di Crediti di Pixabay

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